L’amministrazione Trump prova a rassicurare gli alleati europei dopo le polemiche sulla sospensione del dispiegamento di 4.000 soldati statunitensi in Polonia. A intervenire è stato il vicepresidente americano JD Vance, che dalla Casa Bianca ha smentito qualsiasi ipotesi di disimpegno militare degli Stati Uniti dal continente europeo.
“Non abbiamo ridotto il numero delle truppe in Polonia di 4.000 unità”, ha chiarito Vance durante il briefing con la stampa. “Quello che abbiamo fatto è stato ritardare il dispiegamento di truppe che sarebbe dovuto avvenire in Polonia. Non si tratta di una riduzione, è solo un normale ritardo nella rotazione che a volte si verifica in queste situazioni”.
Il vicepresidente ha sottolineato che Washington non sta pianificando un ritiro generale delle forze armate americane dal continente europeo, ma soltanto una riallocazione strategica delle risorse militari. “Non stiamo parlando di ritirare tutte le truppe americane dall’Europa. Stiamo parlando di riallocare alcune risorse in modo da massimizzare la sicurezza americana”, ha spiegato.
Nel suo intervento, Vance ha ribadito uno dei punti centrali della linea politica dell’amministrazione guidata da Donald Trump: gli alleati europei devono aumentare il proprio impegno sulla sicurezza e sulla difesa comune. “Vogliamo che l’Europa si assuma maggiori responsabilità per la propria integrità territoriale. Vogliamo che l’Europa si impegni concretamente”, ha dichiarato il vicepresidente.
Secondo Vance, il nuovo approccio americano non rappresenta un danno per l’Europa, ma un incentivo affinché i Paesi europei rafforzino le proprie capacità strategiche e militari. “Questo incoraggia l’Europa ad assumersi maggiori responsabilità”, ha detto.
Il vicepresidente ha inoltre ribadito che “gli Stati Uniti non possono essere il poliziotto del mondo”, pur confermando la volontà di mantenere relazioni solide con gli alleati Nato. “Vogliamo essere buoni alleati. Vogliamo assicurarci che la nostra presenza militare promuova la stabilità regionale in Europa”, ha aggiunto.
Vance parla anche dll’Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha ribadito che la “linea rossa” per i negoziati con l’Iran e’ il nucleare. “Non vogliamo vedere solo l’impegno a non avere un’arma nucleare, ma l’impegno a collaborare con noi in un processo che garantisca che non solo ora, non solo mentre Donald Trump e’ presidente, ma anche negli anni a venire, gli iraniani non costruiscano quella capacita’ nucleare, ed e’ cio’ che stiamo cercando di ottenere nei negoziati”, ha detto Vance in conferenza stampa.
Sono stati fatti “molti progressi” nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in conferenza stampa. “Abbiamo qui un’opportunita’, credo, per rilanciare la relazione che esiste tra l’Iran e gli Stati Uniti da 47 anni”, ha dichiarato Vance, “e’ cio’ che il presidente ci ha chiesto di fare, ed e’ cio’ su cui continueremo a lavorare. Ma bisogna essere in due per ballare il tango”. “Non accetteremo un accordo che permetta agli iraniani di dotarsi di armi nucleari. Quindi, come mi ha appena detto il presidente, siamo pronti all’azione”, ha proseguito Vance, “non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente e’ disposto e in grado di percorrerla se necessario.” “Il presidente ci ha chiesto di negoziare in buona fede ed e’ esattamente quello che abbiamo fatto”, ha detto ancora il vicepresidente americano, secondo il quale una ripresa delle ostilita’ “non e’ quello che vuole il presidente e non credo che sia quello che vogliono nemmeno gli iraniani”.





