Rosalía, ha conquistato l‘Ivor Novello come Cantautrice Internazionale Dell’Anno: nel corso della cerimonia di premiazione tenutasi il 21 maggio alla Grosvenor House di Londra, l’artista iberica ha introdotto nel suo discorso un importante spunto di riflessione.

Il riconoscimento alla voce di Berghain, è arrivato a distanza di sei mesi dalla pubblicazione di Lux, album acclamato da pubblico e critica. Alla consegna del premio la cantautrice ha dichiarato sulla genesi del quarto lavoro in studio: “L’ho creato perchè nel mondo ho visto l’assenza di tenerezza”, aggiungendo che avrebbe conservato la statuetta a casa della madre. Procedendo nel discorso di ringraziamento, ha affermato che la gestazione di Lux è stata abbastanza lunga, avendo richiesto tre anni per la sua realizzazione:

Rosalia, il discorso agli Ivor Novello

“Nonostante la ben nota e incombente possibilità di essere cancellati dagli altri quando si smette di alimentare quel mostro insaziabile che tutti conosciamo meglio come industria musicale…Purtroppo, quando qualcuno racconta una storia, a volte qualcun altro finisce per rimanere in silenzio.” Rosalia ha anche lanciato uno spunto di riflessione sui colleghi: “So che al momento ci sono autori di grande talento che non riceveranno il riconoscimento che meritano perché non sono europei bianchi della classe media, la cui infanzia è stata abbastanza serena da permettere loro di trasformare un briciolo di talento in una carriera di successo

Ha esaltato le virtù del” coraggio di cercare altre strade”, per poi aggiungere un pensiero sulla situazione geopolitica attuale: “Viviamo in un mondo in cui l’ego e la sete di potere sono più diffusi dell’amore o della compassione, dove tolleriamo e normalizziamo l’ingiustizia o la disuguaglianza, e dove assistiamo in tempo reale a guerre che sembrano non finire mai, anche se non avrebbero mai dovuto iniziare, come quelle in Israele e Palestina, Siria, Yemen, in Iran, nella Repubblica Democratica del Congo, in Somalia, in Sudan e in tanti altri“.