L’International Rescue Committee (IRC) ha affermato che l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo si sta diffondendo con notevole rapidità. Il problema sollevato è che la risposta sanitaria volta a trattare e prevenire i casi è più lenta rispetto al necessario. Per questa ragione quanto sta accadendo nell’Africa centrale potrebbe diventare l’epidemia «più letale mai registrata», soprattutto se non vengono attuate tempestivamente delle misure internazionali.
L’epidemia di Ebola si diffonde rapidamente, necessario coordinamento internazionale
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riferito che, all’inizio di questa settimana, gli operatori hanno registrato oltre 900 casi sospetti e circa 220 decessi possibilmente ricondotti all’epidemia di Ebola. Sono giunti aggiornamenti anche dall’Uganda, in cui i casi confermati sono saliti a 7, di cui un decesso. È possibile che nel complesso i casi, a causa del ritardo diagnostico, siano più elevati. Il livello di rischio per malattia a livello nazionale è diventato “molto alto” venerdì.
Abdirahman Mahamud, responsabile dell’OMS, ha dichiarato: «Il potenziale di rapida diffusione di questo virus è elevato, molto elevato, e ciò ha cambiato completamente la dinamica». L’IRC, vista la gravità, ha lanciato un appello affinché vengano attuati «finanziamenti e coordinamenti internazionali urgenti». Difatti, i conflitti interni e i tagli applicati agli aiuti umanitari complicano ulteriormente qualsivoglia tentativo di contenerla.
Bob Kitchen, vicepresidente per le emergenze dell’IRC, ha affermato: «La parte orientale della RDC affronta questa epidemia in condizioni più fragili e con una preparazione inferiore rispetto all’epidemia del 2018-2020, che ha causato oltre 2.000 morti, e con meno risorse per contrastarla». In aggiunta, i conflitti interni e i tagli applicati agli aiuti umanitari complicano ulteriormente qualsivoglia tentativo di contenerla, «smantellando le difese proprio nel momento peggiore. La lezione di tutte le epidemia precedenti è chiara: i ritardi costano vite umane», ha aggiunto.
Stefania Cirillo





