“Se una cade in stato vegetativo, l’altra l’aiuta a morire”, questo il patto di sangue annunciato e scritto nel testamento. Le icone dello spettacolo tedesco Alice ed Ellen Kessler, conosciute dal mondo come le gemelle Kessler, sono morte. Le sorelle più famose del Paese sono scomparse oggi lunedì 17 novembre a Monaco di Baviera all’età di 89 anni. Come erano state unite per tutta la vita, sono morte insieme. Lo ha riportato il quotidiano “Bild”. L’eredità delle gemelle Kessler, tuttavia, era già stata un importante argomento di discussione tra le due sorelle lo scorso anno
Non avendo né mariti né figli, le gemelle avevano scelto di destinare il proprio patrimonio esclusivamente alla beneficenza. Inizialmente avevano pensato di lasciare tutto a Medici Senza Frontiere, ma successivamente cambiarono idea per ampliare la platea dei beneficiari. “Mia sorella e io abbiamo discusso lo scorso autunno che non avremmo dovuto beneficiare solo una persona, ma diverse”, aveva spiegato una di loro.
Una scelta meditata, nata dal desiderio di sostenere più realtà possibili, come la Christoffel Blind Mission, l’Unicef, la Paul Klinger Artists’ Social Welfare Organization e la Fondazione tedesca per la protezione dei pazienti. Parallelamente, negli anni avevano condiviso anche riflessioni più profonde sul fine vita, dichiarando che se una delle due fosse rimasta in stato vegetativo, l’altra l’avrebbe aiutata a morire, ricordando quindi l’indissolubile legame tra la loro vita e la loro eredità etica.
Nell’aprile del 2012, ospiti di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche, le Gemelle Kessler parlarono con serenità e lucidità di un tema molto personale: la loro eredità. È un’intervista che oggi torna a risuonare con un’eco diversa, dopo la tragica notizia della loro morte, avvenuto nella loro casa in Germania, dove sono state ritrovate senza vita.
In quel dialogo, le due sorelle avevano raccontato a chi avrebbero destinato i loro risparmi:
“A chi li lascerete i vostri risparmi?”
“A Medici Senza Frontiere.”
Una scelta già presa da tempo, spiegavano, con la semplicità di chi ha le idee chiare:
“Non abbiamo figli, non abbiamo più famiglia, nessuno. Allora abbiamo pensato di fare così.”
Alla domanda se avessero discusso a lungo la decisione, avevano risposto sorridendo:
“No, no. Con il nostro commercialista abbiamo deciso.”
E ribadivano con naturalezza la loro attitudine di sempre:
“È già tutto predisposto. Noi siamo molto organizzate.”





