Discografici e publisher di Bob Dylan avevano vaticinato l’impatto positivo che un film con Timothée Chalamet avrebbe avuto sulla musica del cantautore statunitense molto prima che A Complete Unknown arrivasse nelle sale. La Universal, infatti, ha acquisito il catalogo del menestrello di Duluth già nel 2020, quando le riprese non erano nemmeno iniziate: «Sapevamo che stavano progettando il film e che il catalogo avrebbe beneficiato di una pellicola con un regista di serie A e un attore emergente. Abbiamo fatto delle proiezioni cercando di confrontare i ricavi che già c’erano con quelli che avremmo eventualmente ottenuto dopo un buon film. Questa cosa ha contato nel prendere la decisione».

Il successo al botteghino, le buone recensioni della critica e, soprattutto, la mobilitazione della fanbase di Chalamet hanno dato una notevole spinta alla discografia di Dylan, e gli stream dei suoi brani sono quadruplicati. «Timothée ha quel potere e la cosa non ci ha spiazzati», è stato il commento degli addetti ai lavori.

I giovani hanno scoperto Bob Dylan grazie a Timothée Chalamet

Bob Dylan
Timothée Chalamet nei panni di Bob Dylan in A Complete Unknown

Universal Publishing sta cercando di avvicinare la Gen Z al cantautore in ogni modo. Lo scorso ottobre, due mesi prima dell’uscita del film, l’etichetta ha caricato sui social media numerosi contenuti riguardanti Dylan, dalla storia di Like a Rolling Stone a una performance di Chalamet sulle note di Visions of Johanna. Ha anche assecondato il contest di sosia dell’attore svoltosi a New York, partecipando con una troupe televisiva per documentare l’evento.

Il giorno dell’esibizione di Timothée al SNL è andato in onda uno spot del Bob Dylan Center di Tulsa di appena trenta secondi, che sono però bastati a far registrare al museo un’impennata di visitatori. I più giovani, ha raccontato il direttore Steven Jenkins, restano stupiti nello scoprire quante canzoni siano state scritte da Dylan: «Molti tra i visitatori più giovani sono convinti che To Make You Feel My Love sia una canzone di Adele o di Garth Brooks. È divertente assistere al momento cui dicono: “Ma dai, ma anche questa è sua”».

Ma cosa ne pensa il diretto interessato? Esattamente quello che avremmo immaginato. Una persona a lui vicina, ha infatti spiegato: «Non guardiamo i numeri, a Bob non interessano. Come in tutte le cose che facciamo, speravamo che il film facesse conoscere la sua musica non solo alle generazioni più giovani, ma a più gente in generale. A qualcuno che magari ha solo sentito parlare di lui o ne ha letto, e poi se n’è dimenticato».

Federica Checchia

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