Quando, nel 1982, i primi CD apparvero sul mercato, la grande distribuzione e persino gli appassionati del genere si prepararono a dire addio al vinile, che divenne un cimelio per collezionisti ed intenditori. Ora, a distanza di oltre quarant’anni, il digitale ha sbaragliato qualsiasi tipo di concorrenza. Le piattaforme di streaming -su tutti il colosso svedese Spotify– hanno ormai sostituito gli altri dispositivi, permettendo agli utenti di avere a portata di mano una sconfinata scelta musicale, sempre reperibile e in continuo aggiornamento.
Negli ultimi anni, tuttavia, stiamo assistendo ad un’inversione di rotta, complice anche un rinnovato amore per il vintage. Tra i vari trend, sia nel campo della moda, che nel lifestyle, ad essere ripescati a sorpresa sono stati anche i cari, vecchi vinili. Partito come fenomeno di nicchia, questo tuffo nel passato ha portato ad una vera rinascita del formato, non più oggetto di culto per pochi eletti, ma alternativa concreta per i consumatori.
Il ritorno del vinile: numeri in continua crescita (e c’entra Taylor Swift)

Sorprendentemente, il merito di questa “retromania” è da attribuire alla Gen Z. Uno studio, infatti, ha scoperto che i maggiori acquirenti di dischi in vinile dello scorso anno sono stati proprio i nati dopo il 1997. Un sondaggio condotto su oltre quattromila persone ha rivelato che il 15% degli appartenenti alla generazione Z ha acquistato almeno un vinile negli ultimi dodici mesi, percentuale superiore a quella dei Millenials. Grazie anche a TikTok, che periodicamente rilancia alcuni brani ormai datati, rendendoli virali, i giovanissimi scoprono sonorità a loro sconosciute, ma che li attraggono e incuriosiscono.
La “generazione globale”, nata con lo smartphone in mano, ha dunque una visione più inclusiva e aperta nei confronti della realtà rispetto a chi l’ha preceduta. L’amore per il second hand, l’attenzione alla sostenibilità e, in questo caso, la volontà di riportare in auge un sound del passato, ma qualitativamente ineccepibile. Dal 2015, la crescita delle vendite appare inarrestabile. Parallelamente, in rete sono comparsi decine di forum, gruppi, ma anche e-commerce settoriali dedicati al confronto, all’informazione o alla vendita di giradischi e vinili.
Nel 2022, Midnights, il decimo disco in studio di Taylor Swift, è diventato il primo dal 1987 ad essere venduto più in vinile che come CD. Il primato, fino ad allora, era di Bad di Michael Jackson, pubblicato quando la popstar non era ancora nata, e il fatto che a battere questo record non sia stata una riedizione di qualche classico del rock, ma una nuova uscita di un’icona dei giovanissimi, fa capire quanto questi siano influenti sul mercato. Solo nel Regno Unito, Midnights vanta ottantamila copie acquistate in formato LP, rendendolo l’album in vinile più venduto del secolo.
La riscoperta della lentezza
I nativi digitali hanno, sin dalla loro nascita, accesso ad ogni possibile declinazione della tecnologia, valido strumento per sviluppare passioni e inclinazioni. Sembra, tuttavia, che fruire di contenuti musicali solo attraverso uno schermo o scaricandoli, sia una procedura troppo asettica ed impersonale. Ecco allora spiegato il successo del vinile: toccare con mano un disco, inserirlo nell’apposito strumento e godere di quel piccolo rituale è un’emozione che il web non potrà mai offrire. Interagire fisicamente con l’oggetto, anziché subirlo passivamente, fa vivere appieno l’esperienza, così come prendersi cura di esso, assicurandosi che non si rovini.
Dedicare qualche minuto a sistemare propria collezione, ammirare le grafiche delle copertine o ritagliarsi un momento per frugare tra negozi e mercatini a caccia di quel titolo introvabile, consente ai ragazzi di rallentare, concedendosi una pausa. Nell’era del “tutto e subito”, anche attendere una settimana l’arrivo di quel vinile raro, ordinato dopo mesi di ricerca, diventa un modo per combattere la frenesia di una società che corre a perdifiato senza godere di nulla. Lasciarsi avvolgere dal suono caldo di un LP mentre si è nella propria stanza, diventa una piccola ma necessaria fuga dal tran tran quotidiano. Si tratta di un ritorno alla lentezza, così distante -eppure così rassicurante- rispetto a quello che il mondo di oggi pretende da noi. Nessuna pubblicità tra una canzone e l’altra, né distrazioni offerte dal telefono o dal PC; solo un disco che gira sul piatto, con il suo inconfondibile fruscio.
Federica Checchia
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