Il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso di Alfonso Signorini, presentato nei giorni scorsi dai suoi avvocati, Daniela Missaglia e Domenico Aiello. Fabrizio Corona sarà dunque obbligato a consegnare tutto il materiale che riguarda il giornalista e conduttore televisivo, e non potrà più pubblicare in rete le informazioni inerenti a lui. L’episodio di Falsissimo previsto per stasera, di conseguenza, non andrà in onda.

Pertile ha ordinato all’ex re dei paparazzi «di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)» che riguardano il caso Signorini. Divieto assoluto, inoltre, di «pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente, il diritto del ricorrente alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza».

Caso Signorini: Fabrizio Corona annuncia il ricorso

Corona è tenuto anche a depositare nella cancelleria del Tribunale entro due giorni tutti i dati, i documenti, le immagini e la corrispondenza -in particolare le chat- che riguardano la sfera privata dell’ex conduttore del Grande Fratello. Spetterà a lui, infine, il pagamento delle spese processuali (286 euro) e dei compensi professionali dei legali (9.000). Signorini riceverà dall’ex fotografo 2.000 euro al giorno per ogni violazione delle disposizioni previste dell’ordinanza.

Come prevedibile, Fabrizio Corona ha già annunciato che ricorrerà a sua volta contro la decisione del giudice. Ivano Chiesa, suo storico legale, ha così commentato la vicenda: «In Italia c’è la libertà di pensiero e di parola, in qualunque modo venga manifestata. La censura non c’è più in
Italia dal 1946. Non esiste in Italia la possibilità di inibire a nessuno la possibilità di dire quello che vuole. Tu puoi intervenire dopo: se ti ho offeso mi quereli, ma non è che se pensi che domani ti offenderò ancora, allora mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia».

Federica Checchia