Cronaca

Accordo M5s-Lega: ecco come procede

La trattativa per l’accordo M5s-Lega per le Camere, e il governo, procede. Tra aperture, nomi coperti e consultazioni. E un Salvini che sembra più ragionevole del candidato premier del MoVimento. Una sola certezza: tempi lunghi e nessun punto fermo. Tranne la guida di Beppe Grillo, che il 23 marzo sarà a Roma. Per il suo show da comico e per quello da capo politico. 

Accordo M5s-Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini
I protagonisti dell’accordo M5s-Lega: Luigi Di Maio e Matteo Salvini credits: Ansa

L’accordo M5s-Lega procede. A corrente alternata, come si usa dire in gergo calcistico. A tentoni, se guardiamo i fatti: tempi lunghi, nomi coperti, nessun passo indietro del M5S sulla guida di Montecitorio.

E il primo giro di consultazioni, avviato dai capigruppo M5S Giulia Grillo e Danilo Toninelli sulla presidenza delle Camere, è andato. Con i due convitati di pietra, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che stentano a far decollare la trattativa. Ma che non chiudono assolutamente le porte per l’accordo M5s-Lega. Sul governo, su Palazzo Madama e Montecitorio. Il più ragionevole dei due sembra essere Salvini, mentre i Cinque Stelle non mollano sulla guida della Camera il M5S che, dicono, “Ci spetta, e vogliamo che la delibera sui vitalizi parta a Montecitorio”.

Accordo M5s-Lega: a che punto siamo?

A che punto siamo, dunque, con queste consultazioni? All’inizio, in realtà. Sono fasi, queste, definite da tutti “interlocutorie”. Ci si studia, si alza la posta e si vede l’effetto che fa sugli avversari. Se sono pronti a cedere oppure proprio no.

I capogruppo M5S, in questa fase interlocutoria, hanno iniziato incontrando Giancarlo Giorgetti, il braccio destro di Salvini che, oltre ad unire il centrodestra, potrebbe vedere anche il placet del Pd. Grillo e Toninelli hanno poi parlato con Pietro Grasso per Leu, Maurizio Martina e Lorenzo Guerini per il Pd e Renato Brunetta per FI. Senza dimenticare la leader di Fdi Giorgia Meloni.

Danilo Toninelli e Giulia Grillo, i capigruppo protagonisti dell'accordo M5s-Lega
Danilo Toninelli e Giulia Grillo, i capigruppo 5 stelle protagonisti del primo round di consultazioni credits Ansa

Dopo questo primo round appare chiaro che il rapporto tra Salvini e Silvio Berlusconi e la volontà del primo di evitare uno strappo con FI sulle Camere sarà una questione centrale. Uno strappo che ci sarà solo se da Salvini arriverà l’ok al M5S per la Camera.

Ma l’accordo M5s-Lega passa e passerà soprattutto dal dialogo tra i due “vincitori” delle elezioni sulle Camere sia tutt’altro che interrotto, con Salvini pronto a chiamare lui Di Maio. La settimana prossima i capigruppo M5S terranno un nuovo round di consultazioni. E allora vedremo se il tanto acclamato (dai capigruppo grillini) “percorso trasparente e alla luce del sole” porterà a un accordo vero.

Un accordo M5s-Lega che, al di là di Giorgetti, vede tra i “papabili” Riccardo Fraccaro, Emilio Carelli o Roberto Fico per la Camera e Roberto Calderoli, Vito Crimi, Paolo Romani, oltre allo stesso Toninelli, per il Senato.

Per il momento, di certo, non c’è nulla. Ma nel weekend della prossima settimana a Roma ci sarà Beppe Grillo. Che non molla il MoVimento e forse avvierà lo snodo cruciale per la soluzione del rebus Camere.

Federica Macchia

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