Acqua sulla Luna, il sogno è diventato realtà

Immagine del Boeing 747 che ospita il telescopio Sofia  photo credit: sen.com
Immagine del Boeing 747 che ospita il telescopio Sofia photo credit: sen.com

Da ieri non è più un sogno irraggiungibile come lo è stato per quasi cinquant’anni. La notizia infatti diffusa ieri dalla Nasa, con una conferenza stampa, non lascia alcun dubbio. Sulla Luna c’è l’acqua. Così buona parte di quei sogni restati tali per mezzo secolo cominceranno a diventare progetti. Da subito metteranno in moto le menti più brillanti della scienza, e forse anche le ambizioni di chissà quale miliardario.

Insomma l’uomo ora può pensare alla luna, il satellite naturale della terra, con nuovi obiettivi. Ed ecco aprirsi importanti scenari che segneranno la vita dell’uomo, “forse” anche con lo scopo di salvaguardare la specie. La notizia parla di due lavori scientifici, frutto di un progetto della Nasa in collaborazione con l’Agenzia spaziale tedesca DLR. Attraverso sofisticate attrezzature e con il supporto del telescopio aeroportato “Sofia” confermano la presenza di un’insperata abbondanza d’acqua sulla Luna.

Foto del telescopio Sofia, strumento che ha permesso la scoperta dell'acqua sulla Luna  photo credit; tech.everyeye.it
Foto del telescopio Sofia, strumento che ha permesso la scoperta dell’acqua sulla Luna photo credit; tech.everyeye.it

La scoperta dell’acqua sulla luna con il telescopio Sofia

Sofia è un telescopio, non orbitante, bensì volante. Con un’apertura di 2.5 metri è installato su un Boeing 747SP. Questo spostandosi a seconda dell’interesse degli scienziati, consente l’osservazione del sistema solare da tutte le posizioni fino a 12.500 metri di altezza.

Questa è una vera e propria iniezione di fiducia al programma americano Artemis, del ritorno dell’uomo sulla Luna”, e non solo. Secondo quanto è emerso da questo studio, l’acqua sulla Luna sarebbe arrivata attraverso i meteoriti nell’impattato con la superficie, rilasciando le molecole d’acqua sul suolo lunare. Grazie alla presenza di aree perennemente in ombra, le molecole d’acqua hanno conservato intatte le loro caratteristiche, resistendo alle difficili condizioni del satellite.

Immagine dei crateri lunari  photo credit : repubblica.it
Immagine dei crateri lunari photo credit : repubblica.it

I crateri lunari custodi di “vita” e di speranze

La zona oggetto di studio degli scienziati e frutto di questa scoperta, è il cratere Clavius​​. Nuovi e più approfonditi studi sul lato “oscuro” della luna sono già stati annunciati. Questi permetteranno di stabilire con ancora più precisione alcuni dati importanti. Secondo quanto dichiarato dai ricercatori, la quantità d’acqua presente sulla luna ha superato di gran lunga le loro “aspettative”. Ora sarà necessario fare un viaggio e raggiungere il cratere Shackleton vicino al polo sud della Luna.

Questo è un enorme cratere da impatto, dalle dimensioni di svariati chilometri di profondità e il cui diametro è di quasi 21 chilometri. Per la posizione della luna rispetto al Sole, l’interno di questo cratere è quasi permanentemente in ombra. Questo aspetto genera la proibitiva temperatura di -300 gradi Fahrenheit che impegnerà i futuri astronauti in una nuova sfida. Quindi non resta che aspettare la prossima missione lunare che nel 2024 porterà l’uomo e per la prima volta una donna sul “nostro” satellite naturale. Chissà se dopo questa scoperta guarderemo la Luna pensando che “toccarla” sia ancora solo un sogno.

di Loretta Meloni

Facebook

Instagram

Twitter

© RIPRODUZIONE RISERVATA