La sabbia gialla che si solleva al primo alito di vento, le pistole fumanti, i cowboy e gli stalloni ai loro posti. Questi i film a cui ci aveva abituati il padre, produttore, del western all’italiana. I celebri “Spaghetti Western“, il genere di produzione famoso in Italia negli anni sessanta e settanta. Alberto Grimaldi è morto a 95 anni, il figlio Maurizio ne da notizia, confermando che il decesso è avvenuto per cause naturali. “Il buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone e i premiati film come “Gangs of New York” di Martin Scorsese, sono tra le produzioni di Alberto Grimaldi.

Nato a Napoli il 28 marzo 1925, dopo gli studi di giurisprudenza, ha avviato la sua società di produzione, nel 1961. Il primo lungometraggio prodotto da Grimaldi è stato il film western spagnolo “L’ombra di Zorro“. “I due violenti“, fu il film del 1964, che avviò la sua casa di produzione, principalmente, alla distribuzione di pellicole d’azione a basso costo. Celebre la collaborazione con Sergio Leone, in “Per qualche dollaro in più“, con Clint Eastwood. “Che giocavamo?” “La pelle…“, diceva il monco nel noto dialogo. Taglie, galantuomini e sceriffi, il mondo iconico fatto di primi piani sullo schermo del cinema. Indimenticabili gli sguardi e le colonne sonore di questi film. Fino alla realizzazione de “Il buono, il brutto, il cattivo“, sempre con Leone.

“Il Buono Il Brutto Il Cattivo” prodotto da Alberto Grimaldi – Versione Restaurata- Video YouTube

Spaghetti western già a colazione…

Alberto Grimaldi ha lavorato come produttore in oltre 80 film in Europa e negli Stati Uniti. Come “Ultimo tango a Parigi” del 1972 con Marlon Brando, diretto da Bertolucci, “Man of La Mancha” nel 1972 con Sophia Loren. E, “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi nel 1976, e “Ginger and Fred” nel 1986. La sua ultima produzione cinematografica è stata “Gangs of New York” nel 2002, interpretato da Daniel Day-Lewis, Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz e Liam Neeson, e diretto da Martin Scorsese, nominato per nove Academy Awards, incluso miglior film. Una carriera densa di successi e di orgoglio. Grazie ad Alberto Grimaldi. Ognuno, ha dentro l’eco di una frase rubata ad un film: “Ogni pistola ha la sua voce. E questa la conosco..“.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema