Si è spento all’età di novantotto anni il giornalista Aldo Tortorella; è stato per diversi anni dirigente del Partito Comunista Italiano nella segreteria di Enrico Berlinguer. Nato a Napoli nel 1926, nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha preso parte alla Resistenza a Milano, dove si è fatto conoscere come “il partigiano Alessio”.
Arrestato dai fascisti, è riuscito a fuggire dal carcere e si è spostato a Genova, dove ha continuato a combattere. Dopo la Liberazione è diventato redattore capo dell’edizione ligure de L’Unità, per poi assumere il ruolo di direttore su tiratura nazionale dal 1970 al 1975. Nel 1972 è stato eletto deputato per la prima volta, ed è rimasto in parlamento fino al 1994. Nel frattempo, è stato responsabile della cultura del PCI. In tempi più recenti, ha fondato l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra e ha diretto il giornale bimestrale Critica Marxista, insieme ad Aldo Zanardo.
Morto Aldo Tortorella: addio al partigiano Alessio

Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale Anpi, ha reso omaggio con commozione al «partigiano Alessio, parlamentare, intellettuale di straordinaria levatura, un punto di riferimento per tutta l’Anpi e per tutte le antifasciste e gli antifascisti». Unanime il cordoglio da parte della sinistra italiana. Il leader Avs Nicola Fratoianni ha scritto: «Stanotte ci ha lasciato Aldo Tortorella. Partigiano, antifascista, giornalista e dirigente comunista. Fondatore e presidente dell’associazione per il rinnovamento della sinistra. Aveva quasi cento anni Aldo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di chiacchierare qualche volta con lui. Se ne va una personalità di primissimo piano della sinistra italiana. Uno di quelli che non hanno mai smesso di occuparsi con passione e tenacia delle cose del mondo, dalla parte della giustizia sociale, della pace del lavoro. Ricordo la sua ironia sempre tagliente e fulminante. Un abbraccio ai suoi familiari e a chi gli ha voluto bene. Ci mancherà».
Federica Checchia
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