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Aggressione omofoba con petardi in Piazza Duomo a Ferrara

Aggressione omofoba a Ferrara, nei pressi di Piazza Duomo. Un gruppo di ragazzini tra i 12 e 19 anni è stato aggredito con petardi ed insulti con inneggiamenti fascisti.

A Ferrara, a pochi passi da Piazza Duomo si è verificata un’aggressione omofoba con petardi e insulti. Ecco cosa è successo

A Ferrara, a pochi passi da Piazza Duomo, nelle vicinanze di Piazza Gobetti e galleria Matteotti, si è verificata un’ aggressione a stampo omofobo. I protagonisti dell’episodio, erano ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 anni, appartenenti alla comunità LGBT+ mentre gli aggressori sarebbero un nutrito gruppo di circa venti persone, tra i 17 e i 25 anni

La Polizia di Stato sta raccogliendo tutti gli elementi utili per arrivare all’identificazione dei responsabili. Ecco quanto sarebbe accaduto.

Erano circa le cinque del pomeriggio, l’idea dei ragazzi era quella di passare una giornata in tutta tranquillità, scambiando quattro chiacchiere, quando si sono ritrovati a dover fare i conti con petardi lanciati a pochi centimetri di distanza da loro, insulti, minacce e riferimenti al Ventennio fascista (“Mussolini vi brucerebbe”). Il tutto è stato però ripreso dal telefonino di una delle vittime che ha poi postato il video sui social, in forma di denuncia.

Chiamato il 112, all’arrivo la pattuglia ha allontanato gli aggressori ed ha consigliato invece ai ragazzi di sporgere denuncia. La madre di una delle vittime, ha contattato l’Arcigay Ferrara che si è messa a disposizione per eventuali supporti legali.

Ecco le parole della donna: mi auguro che anche gli altri genitori scelgano di unirsi a me, mi trovo nella condizione di non essere più serena a far uscire di casa mia figlia, soltanto perché appartiene a un gruppo di ragazzi Lgbt+. Ho intenzione di scrivere una lettera al sindaco Alan Fabbri, chiedendogli espressamente che anche lui si faccia carico di queste problematiche. Non è possibile che dei ragazzini di quattordici anni, per il solo fatto di non nascondere la loro sessualità, non possano girare tranquilli per strada”.

Ecco cosa sarebbe successo se ci fosse stato il DDL Zan

Dopo l’accaduto, c’è una domanda che rimbalza, cosa rischiano i responsabili dell’aggressione e cosa avrebbero rischiato se fosse entrato in vigore il Ddl Zan.

Con l’attuale legge è probabile che il fatto si inquadri in una minaccia aggravata da varie circostanze, tra cui i futili e abbietti motivi. Nel complesso di potrebbe arrivare fino a un anno e quattro mesi di reclusione e in caso di risarcimento del danno, il giudice dovrebbe riconoscere le attenuanti.

Mentre con il Ddl Zan, la situazione sarebbe stata diversa. Sarebbe rientrato nell’articolo 604 bis del codice penale (Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, al quale la legge avrebbe aggiunto l’orientamento sessuale) che prevede pene da un minimo di sei mesi a un massimo di quattro anni, più eventuali aggravanti.

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