14.8 C
Roma
Aprile 14, 2021, mercoledì

Alex Schwazer, la marcia del campione olimpico riparte da Sanremo

- Advertisement -

L’edizione di quest’anno sta mettendo in scena un festival di Sanremo ricco di sportivi. Tra loro c’è anche Alex Schwazer, campione olimpico di marcia a Pechino 2008. L’atleta altoatesino era da qualche anno al centro delle discussioni per via della squalifica inflittagli dalla WADA per doping. Un fatto che in realtà non è stato commesso, come ha sancito il GIP di Bolzano qualche settimana fa. Così il marciatore può provare a riprendere la preparazione verso le imminenti olimpiadi di Tokyo, WADA permettendo. Ecco di seguito la storia di un atleta alla ricerca del suo personale riscatto che comincerà proprio da Sanremo.

La carriera di Alex Schwazer

Alex Schwazer, nato il 26 Dicembre 1984, comincia la sua esperienza nel mondo dell’atletica all’età di 15 anni, con una breve parentesi in cui si dedica al ciclismo. Il primo successo di assoluto livello in campo internazionale arriva ai mondiali di Helsinki nel 2005, manifestazione in cui conquista il bronzo nella 50km di marcia. In quell’occasione grazie al crono di 3h41’54” firmò anche la miglior prestazione italiana fino ad allora. Un tempo che verrà ulteriormente migliorato a Rosignano Solvay due anni più tardi con il nuovo record di 3h36’04”. Nello stesso anno, il 2007, ai mondiali di Osaka ripete il risultato ottenuto nella edizione precedente, arrivando sull’ultimo gradino del podio a soli 14” dalla seconda posizione che fu occupata da Yohann Diniz.

È l’inizio della scalata che lo porta al successo sportivo più desiderato: l’oro olimpico. La massima onorificenza sportiva infatti, giunge ai giochi olimpici di Pechino 2008 sempre nella 50 km di marcia. In questa manifestazione Alex Schwazer riscrive la storia mettendo il suo nome sul nuovo record olimpico con il tempo di 3h37’09”, che sarà battuto poi da Tallent a Londra 2012. L’ultimo successo sarà quello degli Europei di Barcellona 2010 ovvero, l’oro nella 20km di marcia. In realtà però, questa medaglia arrivò in seguito a una vicenda particolare. La gara infatti, se la aggiudicò il russo Stanislav Emel’janov con il marciatore altoatesino che chiuse in seconda posizione. Tuttavia, Emel’janov si vide revocare il titolo per via di una irregolarità nel passaporto biologico e così fu Schwazer a conquistare l’oro.

I problemi con il doping

Per Schwazer sembrava profilarsi una carriera di altissimo livello e continui confronti con gli atleti migliori, ma di fatto nel 2012 gettò tutto alle ortiche. Il 6 Agosto del 2012 venne annunciato dalla WADA che il marciatore era stato trovato positivo all’eritropoietina, in un controllo fatto a sorpresa il 30 Luglio di quello stesso anno. Venne immediatamente escluso dalla formazione che si apprestava ad affrontare le Olimpiadi di Londra e i Carabinieri, gruppo sportivo di cui faceva appunto parte dal 2004 al 2012, lo sospesero dal servizio.

Il Tribunale Nazionale Antidoping lo condannò ad una squalifica di 3 anni e 6 mesi, che in seguito a un patteggiamento venne ridotta, il 22 Dicembre 2014, di 8 mesi con il pagamento di una multa di 6000 euro. Nell’udienza del 12 Febbraio 2015 però, furono nuovamente aggiunti altri 3 mesi per aver eluso il prelievo dei campioni biologici. Il marciatore torna ad allenarsi nell’Aprile del 2015 con una guida tecnica d’eccezione: Sandro Donati. L’allenatore infatti è sempre stato noto per le sue forti posizioni contro il doping. Una sorta di percorso di “purificazione” che lo porta a prendere parte, nel 2016, ai campionati del mondo di marcia a squadre. Una competizione che Alex Schwazer vinse con il tempo di 3h39’00”.

Seconda positività e carriera in bilico

Quando tutto sembrava proseguire per il verso giusto, il 21 Giugno del 2016 arrivò un’improvvisa doccia gelata per il marciatore: a seguito di un nuovo controllo effettuato, Alex Schwazer era nuovamente risultato positivo ad una sostanza dopante. Servì un test approfondito per dimostrare la presenza di metaboliti di testosterone. A questo punto cominciò una vera e propria battaglia tra l’atleta altoatesino e il suo staff contro le accuse di doping. A poco tempo dall’inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, la IAAF decise di sospendere in via cautelare il marciatore italiano. La sospensione divenne poi definitiva l’8 Agosto del 2016, quando all’ex Carabiniere venne comminata una squalifica di 8 anni e revocato il suo successo ai campionati del mondo di marcia a squadre.

Nella battaglia legale la difesa dell’atleta si concentrò su un fatto particolare ovvero, l’alta concentrazione del DNA all’interno dei campioni trovati positivi. Di fatto si pensò ad una manipolazione delle urine volta a colpire non solo l’altoatesino, ma di riflesso anche il suo tecnico Donati. Fu nell’udienza del 14 Settembre del 2020 che l’ipotesi di manipolazione si fece piuttosto incessante. 37 Atleti della FIDAL infatti, si sottoposero volontariamente a degli esami che servirono a dimostrare l’assenza di un legame tra super allenamento e innalzamento dei valori di DNA nei campioni di urine. In questo modo, si confermava un’anomalia nei campioni analizzati del marciatore. D’altro canto invece, la WADA confermava la sua linea dura, sostenendo che non ci fosse alcuna stranezza.

L’assoluzione totale di Alex Schwazer “Per non aver commesso il fatto”

La svolta nelle indagini è arrivata recentemente, il 18 Febbraio del 2021. Qualche settimana fa infatti, il GIP di Bolzano ha di fatto scagionato il marciatore “Per non aver commesso il fatto“. Nello specifico queste sono le parole riferite dal giudice di Bolzano a Skysport: “Si ritiene accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni d’urina prelevati da Alex Schwazer siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi. Sussistono forti evidenze del fatto che nel tentativo di impedire l’accertamento dei predetto reato siano stati commessi una serie di reati: falso ideologico falso processuale e diffamazione [..]”

Il prossimo obiettivo adesso è la possibilità di partecipare alle Olimpiadi che si dovrebbero tenere, salvo ribaltamenti di scena, questa estate a Tokyo. Per farlo però, sarà fondamentale fare ricorso al tribunale svizzero contro la squalifica di 8 anni inflittagli dal TAS di Losanna.

Alex Schwazer sul palco di Sanremo

Così Amadeus ha preso la decisione di invitare proprio il marciatore azzurro sul palco di Sanremo con l’obiettivo di ridargli dignità. Per la seconda volta dunque, Schwazer proverà a ripartire da zero, sperando di poter concludere la sua avventura con la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo. La sua marcia riparte da Sanremo.

Maria Laura Scifo

Seguici su Metropolitan Magazine

Seguici su Facebook

Crediti foto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -
- Advertisement -

Continua a leggere

- Advertisement -

Ultime News

- Advertisement -