Stasera su RAI 2 alle ore 21:20, verrà trasmesso “Alla ricerca di Dory”, simpatico ma non necessario seguito di “Alla ricerca di Nemo”

A chi non piacciono i film Pixar?

Così belli da vedere e così profondi e commoventi. Eppure anche questi gioiellini dell’animazione cinematografica talvolta devono scontrarsi con un pericoloso nemico: i Sequel!

Se ci pensate bene sono un vero e proprio tallone d’Achille per la casa di produzione di John Lasseter e soci.

Rimangono titoli di grande fattura e di sicuro sono prodotti brillanti rispetto ad altri film animati odierni ma, a volte, è lecito aspettarsi più sorprese invece che riciclare idee e neanche con molta originalità.

È proprio questa l’irritante impressione che si ha guardando “Alla ricerca di Dory”, seguito di quel “Alla ricerca di Nemo” che aveva contribuito a rendere la Pixar la casa di produzione che è oggi.

Alla ricerca di Dory
Alla ricerca di Dory. PhotoCredit: Web

Protagonista assoluta questa volta è proprio la gioviale ma smemorata (per usare un eufemismo) Dory, decisa a ritrovare i propri genitori e a scoprire per quale motivo non l’hanno mai trovata o addirittura cercata.

Direi che si capisce già dal riassunto della trama qual è il problema di questo seguito: è maledettamente ripetitivo.

Dory e Ray
Dory e Ray. PhotoCredit: Web

La narrazione, l’ambientazione (un istituto oceanografico), la tipologia di personaggi (la fauna nevrotica del parco) e persino le tematiche (il rapporto coi genitori, la fiducia in sé stessi, la paura dell’abbandono).

Tutti elementi già visti in “Alla ricerca di Nemo”.

Alla ricerca di Dory
Alla ricerca di Dory. PhotoCredit: Web

Detto questo, la seconda avventura ambientata nella barriera corallina rimane un gradevole passatempo.

L’animazione continua ad essere splendida, le emozioni non sono del tutto assenti e i personaggi di contorno funzionano molto bene.

Hank e dory
Hank e Dory. PhotoCredit: Web

Hank la piovra, Destiny lo squalo balena, Bailey il beluga, i deliranti leoni marini e l’anatra Becky sono tutti caratteri non indimenticabili ma simpatici e variegati.

Fluke e Rudder
Fluke e Rudder. PhotoCredit: Web

La stessa Dory non sfigura come protagonista principale ma anzi riesce a mostrare un lato vulnerabile di cui ne abbiamo un assaggio in una delle scene più belle di “Alla ricerca di Nemo”.

Alla ricerca di Dory
Alla ricerca di Dory. PhotoCredit: Web

Alla ricerca di Dory” non è un prodotto mediocre ma nemmeno così indovinato rispetto ad altri titoli Pixar e viene da chiedersi se era davvero necessario aggiungere qualcosa a una storia che era già chiusa.

Concept Art Finding Dory
Concept Art di “Finding Dory”. PhotoCredit: Web

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