Un piede nel suo regno, quello della Superbike, e un piede che potrebbe posarsi, come già successo nella stagione appena archiviata, nel campionato di MotoGP. Sospeso tra due categorie: una lo vede come assoluto dominatore dopo il doppio titolo alzato nelle due annate passate, mentre l’altra lo scruta con curiosità pensando, sotto sotto, che il tempo dello spagnolo nella classe regina si sia ormai esaurito da tempo. Questo il grande paradosso che vive e che vivrà un pilota esperto (e vincente) come Alvaro Bautista: il centauro di Ducati è pronto a vivere al massimo questa nuova stagione motoristica con diversi obiettivi ancora da realizzare.

Le parole di Alvaro Bautista: “MotoGP? Non escludo il ritorno…”

(Credit foto – WorldSBK)

Se pensavo di andare in SBK quando correvo nel Motomondiale? No. In Spagna era un campionato poco seguito, perché ci correvano pochi piloti spagnoli rispetto alla MotoGP – queste le parole di Alvaro Bautista intervistato recentemente da EFEN Formacion –. C’era stato un solo campione del mondo, Carlos Checa nel 2011. Quando mi parlavano della SBK pensavo fosse un campionato di seconda divisione. Alla fine non ho avuto alternativa, mi piaceva ancora correre e avrei avuto una Ducati ufficiale. Ho deciso di provarci e ho scoperto che non è un campionato di seconda divisione. È differente. Ora in Spagna è più seguito e penso che questo dipenda in buona parte da me. Adesso diversi piloti MotoGP sono venuti a correre in Superbike, questa cosa mi motiva perché non mi permette di rilassarmi. Ci sono rivali forti. Il prossimo sarà il mio ventiduesimo anno in un campionato mondiale. Quello che mi sorprende di me stesso è il fatto di avere la stessa motivazione o persino di più. Sto correndo perché mi sto divertendo, non perché ho necessità di farlo o altro. Mi alleno perché mi piace farlo, non è un sacrificio. E il lavoro mentale è anche più duro di quello fisico. Sento che ci sono ancora molte cose che posso migliorare. Prendo tutto come una sfida con me stesso, vedere fino a dove posso arrivare. Non ho paura, se ce l’avessi rimarrei a casa. Le cadute fanno perde del gioco, come le vittorie. La cosa peggiore sono gli infortuni, che a loro volta fanno parte del gioco. Se hai paura, non puoi correre“.

(Credit foto – WorldSBK)

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