Cultura

“Amicizia”, un racconto dedicato alla sua Giornata internazionale

Benvenuti nell’universo letterario di StoryLine. Il 30 luglio si celebra la Giornata internazionale dell’amicizia a cui è dedicato il racconto di oggi. Per realizzarlo ci siamo ispirati ad un quadro di Van Gogh, di cui ricorrono 132 anni dalla morte intitolato “Il caffè di notte”

L’assenzio la aiutava vagamente a dimenticare quel lavoro che aveva da svolgere per il suo ultimo libro su Van Gogh e l’espressionismo per il nuovo corso e l’esame che doveva tenere all’università e forse qualcosa che non avrebbe mai voluto ricordare. Antonia Savonardi aveva sempre risolto tutto nella vita come meglio poteva eppure le sembrava questa volta di aver di fronte a se un muro invalicabile davanti al quale pensava solo di voler scomparire. Per questo aveva deciso di spegnere il telefono e di prendersi una vacanza con il mondo ma forse era solo una scusa per sfuggire dai suoi problemi. Ecco perchè si era ritrovata con quel bicchiere di assenzio in un bar persa tra i suoi appunti vangoghiani e fissare gli altri avventori che con le loro risate e i loro sorrisi non facevano che accrescere il suo senso di nausea scatenato da una fragile fiducia nell’amicizia e negli affetti

Amicizia, una nuova amica

Caffè di notte di Vincent Van Gogh, fonte it.wikipedia.org

“Se continui così vedrai il mondo a tinte rosse e verdi come Il caffè di nottte di Van Gogh”, disse ad Antonia un’inaspettata voce femminile guardano la pila di appunti davanti a lei. “Scusi ma chi?”, chiese Antonia riconoscendo un’ingombrante presenza di fronte a lei che le chiudeva la visuale. “Mi chiamo Maggie, Maggie Esposito? e tu non mi sembra di averti mai visto qui?”. Antonia, di solito non frequento bar di notte ma sono in vacanza”. “In vacanza e perchè non vai al mare in vece di perdere la testa su quegli appunti espressionisti?”. “L’arte mi aiuta a riflettere e anche Van Gogh si era ritrovato come me sul confine tra la vita e la morte”. “Cosa è successo?”. “Ho perso un figlio per aborto spontaneo e mio marito mi accusa di non averlo voluto veramente”. “C’è di peggio Antonia”, sentenziò Maggie.

Antonia avrebbe voluto cominciare a lamentarsi scolandosi una decina di shortini ma non riusciì a trattenere una piccola e grottesca risata di fronte a quell’inaspettata battuta mentre Maggie si allontava. Pochi istanti dopo tornò con due te freddi raccontando una sua infausta avventura alla sagra di un paesino di montagna in cui aveva finito col perdersi in un vigneto. Fu così che mezz’ora più tardi si ritrovò fuori dal locale senza aver però preso nessun contatto con quella stravagante nuova amicizia.

Il ricordo di quella vulcanica amica rimase nella mente di Antonia fino al giorno seguente quando iniziò lentamente a sbiadire sotto il peso della solita triste routine. Per questo Antonia decise di concedersi, prima di riprendere a lavorare al suo libro, un’ora lontano da casa optando per una corsa . Così si ritrovò in un parco a fare giri e giri di footing ripensando agli avvenimenti dei giorni passati. Di nuovo nella mente il momento dell’aborto, il dolore e il grave litigio col marito che aveva iniziato addirittura a ritenerla contenta dell’accaduto . Si fermò improvvisamente riprendendo fiato mentre una lacrima le attraversava la fronte.

Antonia prese improvvisamente il telefono cercando nervosamente il numero del marito nel tentativo di contraddire la lontananza volontaria che aveva deciso nei giorni scorsi. Poi una notifica su Facebook le fece cambiare idea mentre tentava di rintracciare il profilo di Maggie. Decise di così, nonostante l’inziale paura di essere presa per pazza, di contattarla e di chiederle un appuntamento. Maggie le rispose in modo entusiasta invitandola ad una serata danzante.

Twist and Shout

Antonia avrebbe voluto parlare dei suoi problemi cercando la classica spalla su cui piangere poi decise di accettare l’invito di Maggie pensando che un po’ di allegria le avrebbe fatto bene. Fu così che quella sera si ritrovò in un locale fuori città in una folla danzante che si dimenava a ritmo di “Twist and Shout“. Anche Maggie si era lasciata andare dopo aver fatto consumare ad Antonia una mega centrifuga alla frutta perchè, come diceva, “l’alcol è da sconfitti”. Dopo la prima ora in cui si era divertita Antonia penso bene di chiedere qualche consiglio a Maggie sul suo futuro mentre il locale dove si trovava le stava iniziando a sembrare una perdita di tempo. La risposta di Maggie fu un “akuna matata” e la conoscenza di alcuni suoi amici che la invitarono a ballare. Antonia si trovò così a volteggiare a ritmo di Paul Anka mentre il ballerino con cui era capitata la riempiva di domande e curiosità sulle serate vintage come quella a cui stava partecipando

Antonia a fine serata era esausta. Avrebbe voluto chiedere consiglio a Maggie sulla sua idea di contattare il marito e riprovarci ma non ci era riuscita. Per questo decise di braccarla finchè non avesse avuto udienza. “Di cosa hai parlato con Giulio mentre ballavate?”, le chiese Maggie quando furono a faccia. “Di un viaggio alle Eolie che vorrei fare con mio marito”. “Allora conosci già la risposta. Ricorda l’importate non è piangersi adosso di fronte alle difficoltà ma non smettere mai di crederle di superarle”. “Ma come farò se mio marito..”, accennò Antonia quasi cedendo alla tentazione di nuovo piagnisteo. “Ora non posso”, la spense Maggie, “devo partire per un viaggio a causa del mio lavoro da consulente aziendale. Starò via per un po ma ti prometto che ci vedremo ancora”. Fu così che si concluse quell’incredibile serata mentre Antonia qualche minuto dopo si lasciava andare sul suo letto ad un sonno tra mille pensieri.

Epilogo

Nove mesi dopo Antonia stringeva una bella bambina tra le braccia mentre il marito guidava pazientemente la loro auto. Era stato un tempo difficile e bello in cui era riuscita a ritrovar se stessa ed ora avrebbe voluto ripresentarsi a Maggie che da un po’ non riusciva a contattare. Per questo aveva cercato il suo indirizzo di casa e aveva deciso di farle visita per capire cosa le fosse capitato e presentarla alla sua famiglia. “Maggie non c’è e non tornerà”, disse il portiere del palazzo dell’amica rispondendo alle sue domande, “è morta il mese scorso in Svizzera dove si era ricoverata”. “Ma che le è successo?”, chiese Antonia spaventata. “Come non gliel’ha detto? È da un anno che lottava contro un grave tumore”. Antonia tornò sorpresa in auto. Nella sua mente si stava ripetendo quell‘incredibile conversazione che le aveva rivelato una sorprendete verità. Maggie era gravemente ammalata ma invece di mostrarle il dramma della malattia come le voleva fare con quello della gravidanza e le aveva fatto vedere la gioia della vita ed insegnato la sua parte più bella: la speranza.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.

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