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Gennaio 25, 2021, lunedì

Amleta: il sessismo nel teatro è problematico

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Una delle cose che abbiamo imparato nel 2020, è dare concretezza politica ai lavoratori dello spettacolo. Una volta chiusi teatri, cinema e tutti i luoghi deputati alla cultura, ci siamo accorti che anche alcuni artisti pagano le bollette.

Amleta nasce, durante il primo Lockdown, da una presa di coscienza molto simile. Il mondo del teatro non ha nulla di etereo, ed è soggetto a discriminazioni e violenze di genere.  Ad oggi fanno parte del collettivo 140 donne e uomini, cisgender e transgender.

Noi di BRAVE vogliamo farvi conoscere questa realtà.

Amleta presenta dei dati sul sessismo nel teatro

Uno degli obiettivi del progetto Amleta è quello di evidenziare una disparità tra le presenze maschili e femminili, soprattutto per quanto riguarda le posizioni di direzione. La mappatura si è concentrata sui teatri sostenuti dal FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo): teatri Nazionali, Teatri di rilevante interesse culturale (Tric) e Fondazione Piccolo Teatro di Milano. Le sale mappate sono più di 100 e gli spettacoli più di 1000, negli ultimi tre anni. A raccontare il lavoro fatto è Eleonora Giovanardi, attivista all’interno di Amleta:

“Abbiamo contato quante attrici fossero fisicamente presenti sui palcoscenici in proporzione ai colleghi maschi; contato quante registe avessero diretto gli spettacoli e quante drammaturghe fossero state rappresentate. Abbiamo considerato anche chi si definisce transgender, una percentuale piccola ma non per questo meno importante. Abbiamo fatto una distinzione tra palcoscenici principali e sale minori, ponendo l’attenzione anche sui giorni di replica”.

Mappatura di Amleta, source:web

La mappatura viene sintetizzata da questa tabella:

i dati più allarmanti riguardano la direzione dei teatri: su 25, solo 6 hanno direttrici donne, e nessun teatro nazionale. Inoltre i Direttori sono spesso attori famosi, usati come traino pubblicitario, e non persone competenti assunte tramite bandi pubblici.

Cinzia Spanò dà ulteriori dati su questa condizione:  le registe sono il 17,1%, le drammaturghe il 14,6%, le curatrici e tecniche di adattamento teatrale il 28,2%, le attrici il 35,9%.

Le violenze sessiste nel mondo del teatro

Amleta vuole essere anche costituirsi come parte civile nei processi. Infatti, anche se se ne parla poco, sono molti i reati verso le donne che si sviluppano nell’ambiente teatrale. Quello che negli ultimi anni abbiamo visto con Weinstein, o in Italia con Fausto Brizzi, succede anche alle attrici di teatro. Come racconta Cinzia Spanò, Amleta si è occupata recentemente del caso di un regista che sfruttava i provini per estorcere sesso alle ragazze. Le denunce fino a poco tempo fa non erano mai state inviate alla magistratura, ed è stato il collettivo a impegnarsi per dare giustizia alle vittime dell’accaduto, con successo.

Meno conosciuti sono i casi di Revenge Porn: Francesca Garisto, avvocata della Casa delle donne maltrattate di Milano, si è fatta carico del caso di una serie di attrici fotografate di nascosto, mentre performavano nude. Le foto sono state poi diffuse su siti pornografici.

Il pensiero che sta dietro questo collettivo è far capire quanto la violenza verso le lavoratrici dello spettacolo, non siano casi sparuti, che riguardano grandi registi o produttori, ma si riproducono a grappolo in ogni ambiente. Gli abusi sono sistemici, non riguardano i singoli individui, ma ogni situazione in cui ci sia uno squilibrio di potere

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