Mancano sette giorni esatti a Sanremo 2025, edizione numero settantacinque del Festival della Canzone Italiana. Una settimana in cui potrebbe ancora accadere di tutto, se consideriamo gli ultimi avvenimenti, dell’abbandono di Emis Killa, indagato per associazione a delinquere, all’affaire Fedez- Fabrizio Corona. Una cosa, però, è certa: martedì 11 febbraio, qualunque cosa succeda, i cancelli dell’Ariston si spalancheranno, e Carlo Conti, insieme alla sua nutrita schiera di co-conduttori, presenterà le ventinove canzoni in gara.
Come da tradizione, il settimanale TV Sorrisi e Canzoni ha rilasciato in anteprima i testi ufficiali dei brani proposti dai Big selezionati dal direttore artistico. Naturalmente non è possibile esprimere pareri o giudizi, mancando ancora tutta la parte melodica. Di certo, però, ci si può fare un’idea piuttosto precisa dei temi che verranno trattati sul palcoscenico più ambito e temuto del Paese.
Sanremo 2025: cinquanta sfumature d’amore
Come ogni anno, neanche a dirlo, a farla da padrone è l’Amore. Il più nobile tra i sentimenti si riconferma il protagonista assoluto anche quest’anno, declinato in tutte le sue accezioni. È un amore tenero e solo a tratti pericoloso quello di Cuoricini, pezzo dei Coma_Cose, che tornano a Sanremo per la terza volta, la prima con la fede al dito. Malinconico e in puro stile Kekko Silvestre quello raccontato dai Modà in Non ti dimentico, tematicamente affine ad Amarcord, canzone con cui Sarah Toscano punterà alla vittoria, e a Lentamente, tentativo numero sei per Irama.
Di tutt’altro stampo e decisamente più allegro è il feeling cantato dai The Kolors in Tu con chi fai l’amore. Anche Noemi, a dispetto del titolo, il tarantiniano Se t’innamori muori, racconta di un rapporto che spaventa, ma al quale, in fondo, è bello abbandonarsi per sentirsi vivi. È un amore nato e consumato in periferia quello di Achille Lauro e della sua Incoscienti Giovani; messe da parte le Rolls Royce e il suo sorrisetto malandrino, il cantautore romano sembra essere tornato all’Ariston con una diversa consapevolezza e maturità, artistica e personale.
Giorgia, Tony Effe e Fedez: gli occhi puntati su di loro
Giorgia aveva fatto ritorno a Sanremo già nel 2023, dove aveva mancato per un soffio la cinquina finale. Ci riprova, più per sfida personale, che per reale bisogno di dimostrare ancora una volta il suo immenso talento, con La cura per me, struggente ed elegante ballata che parla di crescita e sentimenti vissuti dal punto di vista femminile. Lei ha ribadito più e più volte di non puntare alla vittoria; chi ama la sua voce e la sua personalità, però, un po’ ci spera.
Gli occhi di tutti, ovviamente, sono tutti puntati sui cane e gatto del Festival, Tony Effe e Fedez. Il primo ha deciso di allontanarsi dalle hit controverse che più volte gli hanno tirato addosso forti critiche, per mostrare un lato più morbido e delicato, come si evince dal testo di Damme ‘na mano, uno stornello che trasuda romanità da tutti i pori. In molti, forse, speravano di trovare tracce di Chiara Ferragni o di Angelica Montini tra le barre di Battito, il brano di Fedez; le sue parole d’amore e odio, però, sono rivolte a una donna immaginaria e ben più insidiosa: la depressione.
Sanremo 2025: la zona “Premio della Critica” e l’attualità
I sentimenti, buoni o negativi che siano, sono il fil rouge che lega buona parte delle canzoni in gara, ma non tutte. Grazie ma no grazie, il brano di Willie Peyote, è il più marcatamente politico del Festival, e si scaglia con ironia contro ipocrisia, opinionisti della domenica e nostalgici (di regime e via dicendo). Anche Rocco Hunt resta sul sociale con Mille vote ancora, che parla del rapporto conflittuale dei giovani con la propria città d’origine, dalla quale sono costretti a scappare per cercare fortuna.
Francesco Gabbani si mantiene positivo in Viva la Vita, un inno alla gioia e alla leggerezza, nonostante le difficoltà, e una lettera di gratitudine verso ciò che di bello il mondo ha da offrire. Brunori Sas dedica la sua poesia L’albero delle noci, e si sente già profumo di Premio della Critica. Con ogni probabilità se lo contenderà con l’outsider Lucio Corsi, che in Volevo essere un duro affronta il delicato tema del bullismo e delle fragilità umane. A fare lo sgambetto a entrambi, tuttavia, potrebbe essere Simone Cristicchi, autore ed esecutore di Quando sarai piccola, commovente lettera per una madre, i cui ricordi stanno svanendo a causa dell‘Alzheimer. Un pugno nello stomaco e, al tempo stesso, una carezza; in fondo, anche in questo caso si parla d’amore.
Federica Checchia
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