Andrew Lloyd Webber si è espresso sulla precaria situazione di Broadway, in seguito alla chiusura anticipata del suo revival Cats: The Jellicle Ball, e non è felice. «Broadway è molto più di una strada o di un insieme di edifici. È un’idea, e una delle più grandi idee culturali che l’America ci abbia mai regalato», ha scritto il compositore in una lunga serie di post su X. «Quell’idea è ora in grave pericolo. Invoco tutti coloro che hanno il potere di proteggerla: unitevi prima che sia troppo tardi».

Nonostante la vittoria di tre Tony Awards quest’anno, il musical chiuderà i battenti dopo appena cinque mesi; l’ultima rappresentazione è prevista per l’8 agosto. La realizzazione dello spettacolo è costata circa diciotto milioni di dollari, ma la produzione non è riuscita a rientrare dell’investimento –nonostante il gradimento del pubblico e incassi settimanali di circa un milione di dollari– a causa degli elevati costi di gestione di un musical nel distretto teatrale di New York.

«La triste verità è che, allo stato attuale delle cose, portare a Broadway quasi un qualsiasi nuovo spettacolo ha ben poco senso dal punto di vista economico», ha affermato il musicista. «I costi sono enormi. Autori, scrittori e registi sono spesso costretti ad accettare compensi minimi pur di vedere le proprie opere messe in scena».

La situazione di Broadway dopo la pandemia

Secondo un rapporto del New York Times dell’anno scorso, dall’inizio della pandemia di Covid-19 hanno debuttato a Broadway quarantasei musical, con un costo complessivo di circa ottocento milioni di dollari per la loro messa in scena. Nuove produzioni come Tammy Faye, Boop! e Smash hanno esordito con budget elevati e grande clamore, ma sono stati tutti chiusi nel giro di quattro mesi dalla prima.

«Molti oggi sopravvivono grazie a un compenso fisso settimanale, anziché partecipare adeguatamente al successo dell’opera che hanno contribuito a creare», ha affermato Lloyd Webber. «Come può la prossima generazione costruirsi una vita nel teatro a queste condizioni? I giovani creativi non possono vivere di sola buona volontà. La situazione non è molto diversa per gli investitori. Molti si ritengono fortunati se riescono a recuperare anche solo una parte del proprio denaro. Senza investitori disposti a correre rischi e artisti in grado di guadagnarsi da vivere, da dove arriverà la prossima generazione di spettacoli di Broadway?».

L’appello di Andrew Lloyd Webber

Nonostante l’instabilità riconosciuta dallo stesso artista, la stagione 2025-2026 di Broadway ha registrato un incasso record di 1,91 miliardi di dollari dalla vendita dei biglietti, trainata da nuove produzioni di successo come Every Brilliant Thing, con protagonista Daniel Radcliffe. Nel frattempo, il revival di Evita firmato proprio da Lloyd Webber e interpretato da Rachel Zegler, ha recentemente annunciato il suo trasferimento a Broadway, dopo una fortunata messa in scena nel West End di Londra. Lo spettacolo debutterà al Winter Garden Theatre di New York nella primavera del 2027.

«Naturalmente, i successi consolidati di Broadway continuano a essere redditizi», ha scritto il compositore. «Ma Broadway non può sopravvivere, né creativamente né commercialmente, grazie a soli tre spettacoli datati. Opere nuove e audaci devono avere un futuro, sia a Broadway stessa che in nuove forme come Masquerade, che a New York è ormai in scena da quasi un anno». Lloyd Webber ha concluso la sua serie di post con una dichiarazione appassionata sulle sue speranze per il futuro del teatro newyorkese. «Amo Broadway oggi tanto quanto la amavo da adolescente».

«Voglio che le generazioni future possano provare quello stesso senso di possibilità. Proprietari dei teatri, sindacati e produttori devono unirsi con urgenza. Ogni componente del settore ha interesse a trovare una soluzione. Senza un intervento, Broadway rischia di ridursi a qualcosa di simile ai set cinematografici vuoti di Hollywood: teatri sempre più bui dove un tempo prendevano vita opere nuove e audaci».

Federica Checchia

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