A due decenni esatti dal debutto dell’acclamato mockumentary horror Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon, Variety ha confermato la messa in cantiere del suo atteso sequel. Il nuovo lungometraggio si intitolerà Behind the Mask II: The Return of Leslie Vernon e segnerà il ritorno della squadra creativa che ha dato origine al franchise, a partire dal regista Scott Glosserman e dallo sceneggiatore David J. Stieve. Il progetto si propone di riprendere le dinamiche metacinematografiche del celebre serial killer, la cui rinascita sul grande schermo è stata a lungo richiesta e sostenuta da una solida nicchia di appassionati nel corso degli anni.
Un calderone di conferme e novità
Il nuovo capitolo riunirà gran parte degli attori che avevano contribuito al successo del primo film nel 2006. Nathan Baesel tornerà a vestire i panni dell’iconico Leslie Vernon, affiancato da Angela Goethals nel ruolo della giornalista Taylor Gentry e dal celebre veterano del genere horror Robert Englund nella parte dello psichiatra Doc Halloran. Tra i ritorni di rilievo figura anche il direttore della fotografia Jaron Presant, rientrato nella produzione dopo aver lavorato negli ultimi anni a progetti di grande respiro come Star Wars e la saga di Knives Out. Glosserman ha ricordato con affetto anche l’attore Scott Wilson, storico interprete del mentore Eugene nel film originale, purtroppo scomparso negli scorsi anni e che non potrà quindi prendere parte alla reunion.
A livello organizzativo e produttivo, la pellicola sarà supportata dalla Paper Street Pictures, guidata da Aaron B. Koontz e Cameron Burns. I realizzatori hanno delineato una precisa strategia indipendente che mira a raccogliere fondi non solo per il budget del film, ma anche per coprire direttamente i costi di distribuzione e marketing.

L’obiettivo della squadra è infatti quello di gestire in prima persona un’uscita cinematografica per relazionarsi senza filtri con il pubblico che ha mantenuto in vita il franchise. Secondo il regista, trovare l’idea giusta per la sceneggiatura ha rappresentato la sfida più complessa e il motivo principale per cui sono trascorsi vent’anni, ma l’entusiasmo generale di finanziatori e membri della troupe ha finalmente permesso di dare il via libera all’opera.
Doriana Gatta





