Pubblicato da SBS Edizioni, Tela bianca. Atto secondo: le decisioni di Antonella Torres è un libro che si concentra sulla dimensione del quotidiano e della scelta. La tela bianca citata nel titolo diviene esplicitamente il luogo delle responsabilità: ogni gesto, perfino la scelta di non agire, lascia un segno. Non esiste neutralità, sembra suggerire l’autrice, ma solo direzioni.
Tela bianca di Antonella Torres: un manuale che rifiuta di esserlo

Il nuovo libro di Antonella Torres, Tela bianca, si colloca in quella zona ibrida tra saggio divulgativo e percorso esperienziale proponendo strumenti concreti: domande e pratiche di osservazione di sé. Annotare il contesto, valutare e analizzare alternative trasforma la scelta in un atto misurabile e, al contempo, rielaborabile. Questa originale impostazione fa in modo che il testo dell’opera si distingua da molta manualistica motivazionale: non ci sono promesse di una vita migliore ma una maggiore lucidità nel vivere la propria vita con tutta la cura possibile.
Uno dei nuclei più interessanti del libro è la critica implicita alla decisione impulsiva. L’emozione immediata e l’urgenza che ne consegue vengono, infatti, descritte come forze potenti ma parziali che rischiano di restringere il campo del possibile. La soluzione proposta non è la repressione emotiva ma la sospensione: anche pochi minuti di distanza possono cambiare la qualità di una scelta. In questa prospettiva, decidere non è mai un gesto istintivo puro ma un processo di mediazione tra emozione e ragione, tra presente e conseguenze future; un’azione valutabile non slegata dalla ponderabilità.
La decisione come atto creativo e forma narrativa
Il punto di forza del libro risiede nella la sua vocazione pratica. Queste le domande concrete che attraversano l’intero volume di Torres, Tela bianca: :”Ho valutato tutte le opzioni?”, ”Quali effetti avrà questa mia scelta nel tempo?” quesiti che riportano il lettore nel pragmatismo della vita quotidiana: lavoro, famiglia, relazioni, interazioni. Non si tratta quindi di una riflessione astratta sul libero arbitrio, ma di un tentativo di educare lo sguardo alla micro-decisione, un’azione che spesso passa inosservata ma che tuttavia costruisce, giorno dopo giorno, traiettorie intere. Il libro insiste poi su un’idea centrale: decidere è un atto creativo.
Non tanto perché garantisca il controllo del risultato ma perché definisce una direzione. In questo senso, la tela bianca di cui si parla già nel titolo del libro, non è mai davvero vuota; sostano al suo interno scelte rimandate o evitate, ma anche inconsapevoli. Questa visione sottrae la decisione alla retorica della forza di volontà, restituendola alla fragilità umana: scegliere non significa sempre dominare il futuro ma accettare il divenire.
Uno dei parallelismi più suggestivi che il libro evoca è quello con la letteratura del Novecento, in particolare con le narrazioni in cui il protagonista è definito più dalle sue esitazioni che dalle sue azioni. Come nei personaggi di Kafka, la scelta non è mai pienamente libera né pienamente controllabile: si attraversa. Ma se in Kafka l’indecisione tende a diventare paralisi, qui la proposta è opposta: è importante rendere leggibile il processo decisionale per sottrarlo all’automatismo. La scrittura diventa così strumento: un tentativo di sottrarre la vita alla sua natura sfuggente.
La scelta è anche uno dei concetti principali nel pensiero del filosofo Kierkegaard: scegliere è il fondamento dell’esistenza. Per Søren Kierkegaard, la scelta non è un semplice atto tra alternative ma il momento decisivo in cui l’individuo prende forma. In un mondo privo di certezze assolute l’uomo è chiamato a decidere chi essere, assumendosi il peso e il rischio della propria libertà. È proprio da questa libertà che nasce l’angoscia – non come limite – ma come segno della possibilità di un’esistenza autentica: scegliere, per Kierkegaard, significa esporsi e, insieme, diventare se stessi. L’essere umano non è definito ma diventa ciò che è attraverso le sue scelte.
Tela bianca, Antonella Torres: tra introspezione ed esistenzialismo
L’approccio del libro di Antonella Torres, Tela bianca edito SBS Edizioni, ricorda per certi versi la tradizione della scrittura terapeutica e dell’auto-osservazione psicologica, tuttavia l’autrice evita deliberatamente il linguaggio specialistico. Il risultato è una prosa scorrevole intersecata tra divulgazione e auto-indagine. Tra le righe del libro emerge, oltretutto, un’eco della grande riflessione esistenzialista sul peso della libertà. Come in Jean-Paul Sartre, anche qui l’essere umano appare condannato a scegliere e proprio in questa condanna si gioca la sua responsabilità. Attraverso ogni decisione l’individuo costruisce se stesso e dà significato alla propria vita.
Questa libertà assoluta comporta responsabilità totale e genera angoscia in quanto ogni scelta vale non solo per sé ma come esempio per l’umanità intera. Antonella Torres traduce questa intuizione filosofica in un linguaggio quotidiano e concreto: non tanto l’angoscia metafisica ma quella l’incertezza concreta davanti a decisioni molto più immediate: un lavoro da accettare o rifiutare, una relazione da continuare o interrompere.
Una pedagogia della responsabilità quotidiana
Tela bianca non è un testo che decanta il salvifico; l’intero volume è permeato da una pedagogia della responsabilità. Scegliere, infatti, significa osservare come si decide accettando la possibilità dell’errore senza che si tramuti in paralisi. La metafora della tela bianca si rivela, alla fine, meno rassicurante di quanto possa sembrare. Non si tratta di uno spazio di pura possibilità, ma un campo già attraversato da esitazioni e conseguenze.
La forza del libro risiede proprio nell’approccio non definitivo all’esistenza: il volume ricorda che ogni decisione è un atto di scrittura senza un testo definitivo. Come nella letteratura, anche nell’esistenza di ognuno non esiste la revisione perfetta ma solo il passaggio da una scelta alla successiva. In questo senso, decidere non è mai semplicemente scegliere: è accettare di continuare a scrivere senza sapere con precisione quale sarà la fine del testo.





