Con Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro, Alessio Tanzi firma un nuovo capitolo della sua narrativa. Pubblicato da SBS Edizioni, il romanzo si muove tra i territori del giallo e quelli dell’indagine psicologica, confermando la volontà dell’autore di utilizzare il genere come strumento per raccontare l’identità e il peso del passato.
Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro, un ritorno fra passato e misteri

Il protagonista del nuovo libro di Alessio Tanzi, Come un uomo cammina sui pezzi di vetro, è Fermo Trimani; una figura che incarna la fragilità dell’uomo contemporaneo nel tessuto social moderno. Si tratta di un ex avvocato ritiratosi ai margini della società che, suo malgrado, sarà invischiato in una vicenda che lo costringe a confrontarsi con ciò che credeva sepolto da tempo. L’occasione narrativa è una rimpatriata scolastica a Ostia, trent’anni dopo la maturità. Il topos riconoscibile del ritorno al passato è utilizzato da Tanzi per innescare un meccanismo più complesso.
La vicenda, infatti, si apre con una scena classica: una rimpatriata tra ex compagni di scuola a distanza di molto tempo. Se inizialmente l’atmosfera iniziale rimane sospesa fra bilanci, nostalgie e curiosità d’un tratto, l’incanto del tempo che fu, è corroso e spezzato dall’assassinio di Bruno Alfieri; mercante d’arte e figura chiave del gruppo ritrovato. Se per qualcuno la vicenda scabrosa appare assurda per Fermo Trimani questo delitto si lega a un passato remoto. La struttura del libro di Tanzi non è il classico Giallo ma va oltre, sostando sull’indagine interiore dei suoi personaggi.
Dimensione intima, simbolismo e continuità narrativa
In questo senso, l’autore utilizza la struttura del noir come impalcatura spostando, tuttavia, il baricentro del racconto verso una dimensione più intima. Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro non è un libro il cui unico obiettivo è risolvere l’enigma trovando il colpevole; il testo, edito SBS Edizioni, si tramuta in un percorso nelle rimembranze dove ogni frammento, ogni porzione di realtà e passato, riaffiora furente e improvviso, su una ferita ancora aperta. Il titolo stesso del libro dona al lettore, in un certo senso, una chiave interpretativa della stessa narrazione; camminare sui pezzi di vetro indica una metafora di accettazione del dolore, fondamentale per la costituzione dell’identità. Il passato, quindi, non si cancella ma emerge inevitabilmente.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la sua dimensione simbolica che si sviluppa in continuità con le opere precedenti dell’autore. Basti pensare alla figura della pecora già presente in Come una pecora su uno scoglio. In Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro tale simbolo riappare ma non come semplice rimando, bensì come elemento che riflette la natura dei personaggi di Tanzi. Una coerenza simbolica e fluida che suggerisce come le opere dell’autore si configurino in un sistema narrativo dove temi, simboli e immagini ritornano.
Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro, un noir che diventa riflessione sul tempo
Il nuovo libro di Alessio Tanzi si colloca, quindi, oltre i confini del noir tradizionale poiché l’intera lettura è una lunga riflessione sul tempo e sulla memoria. Il delitto, pur rimanendo centrale, finisce per perdere la sua funzione primaria tramutandosi in strumento attraverso cui interrogare la coscienza e la memoria.
All’interno dell’intera narrazione del romanzo emerge una verità fondamentale; il vero enigma non è l’evento criminale ma la capacità – o la non capacità – degli individui di confrontarsi con quello che sono stati, nel passato. Secondo questa visione l’intera narrazione assume, quasi, una dimensione filosofica che invita il lettore a considerare la reminiscenza non come un archivio asettico di informazioni stabili ma come organismo vivo che può trasformarsi attraverso rimozioni o richiami.
Alessio Tanzi si configura come voce narrativa attenta alle dinamiche dell’esistenza, capace di trasformare un delitto in una ponderazione sul peso delle scelte e sulla persistenza del passato, oltre che sulla fragilità dell’identità. Un romanzo che non si limita a raccontare ma che interroga. Come un uomo che cammina sui pezzi di vetro è una riflessione potente che invita il lettore a confrontarsi con i frammenti più dolorosi dell’esistenza. Con uno stile diretto e intimo, Tanzi invita a percorrere un cammino doloroso ma inevitabile, dimostrando che anche tra le ferite più profonde c’è sempre la possibilità di trovare una forma di redenzione.





