Cinema

Apocalypse Now, il Vietnam secondo Francis Ford Coppola

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Nel giorno dell’ottantunesimo compleanno di Francis Ford Coppola abbiamo deciso di proporvi uno dei suoi film più belli e dannati. Stiamo parlando del suo capolavoro sul Vietnam,Apocalypse Now”. Questo film ha richiesto anni di lavorazione ed è uscito per ben due volte prima della versione definitiva di Coppola “Apocalypse Now- Final Cut” , realizzata lo scorso anno in occasione dei 40 anni di questo lungometraggio uscito nel 1979.

Apocalypse Now, la genesi di un capolavoro


Tutto cominciò quando John Milius incominciò a scrivere la sceneggiatura di Apocalypse Now quando ancora studiava alla scuola di cinema della USC, come lui stesso a raccontato. Fu dunque nel 1969 che Coppola assunse Milius per portare avanti il progetto con il nome che tutti conosciamo. Un nome scelto da Milius ispirandosi ad un badge popolare tra gli hippy con la scritta “Nirvana now”. 5 anni dopo Coppola decise di produrre il film pensando di affidare la regia a Lucas o a Milius. Questi declinarono facendo si che il grande regista italoamericano decidesse di fare da solo, regalandoci il capolavoro che tutti oggi conosciamo.

Apocalypse Now

Il grande sacrificio di Coppola


La lavorazione di questo film costò tre anni di sacrifici a Coppola che tentò addirittura il suicidio e rischiò il divorzio dalla moglie. Un sacrificio che fu premiato da un grande lavoro di regia. In “Apocalypse Now“,Coppola fa percepire effettivamente l’atrocità dei combattimenti, l’orrore della guerra, l’odore del Napam. Una guerra che grazie all’introspezione psicologica dei personaggi diventa quasi surreale. In questo il regista si servì molto del romanzo “Cuore di tenebra” che durante le riprese aveva sempre con se e che aveva ispirato il soggetto del film.

“Quando girai il film, tuttavia invece di portarmi dietro il copione tenevo in tasca una piccola copia verde di Cuore di tenebra, piena di appunti e di segni. Cominciai istintivamente a fare riferimento a questa più che al copione, e passo dopo passo il film divenne più surreale, evocando sempre più il grande romanzo di Conrad”, racconta il grande regista.

Coppola presenta Apocalypse Now-Final Cut

Un terribile set


Quello di”Apocalypse now” fu un set terribile funestato da una serie di eventi nefasti, come l’infarto a Martin Sheen, il tifone Olga che distrusse attrezzature e scenografie del valore di 1.300.000 dollari ed una serie di esaurimenti nervosi dovuti allo stressante lavoro nelle Filippine. A questo si aggiunsero le già dette condizioni umane di Coppola che fu costretto a impegnare la sua stessa casa. Tuttavia, nonostante questo, dopo due anni di montaggio, viene presenta a Cannes, la prima versione incompleta di “Apocalypse Now che vince la Palma d’oro e ottiene 8 nomination e due premi Oscar, di cui uno per la fotografia al nostro Vittorio Storaro. Solo nel 2019 con “Apocalypse Now- Final Cut”, abbiamo finalmente conosciuto la versione completa e perfetta, come lo stesso Coppola l’ha definita, di questo indimenticabile film.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.

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