Cronaca

Appiccavano appositamente incendi per intervenire: indagati 15 volontari della squadra pompieri di Ragusa

Quindici volontari dei pompieri della Caserma di Santa Croce Camerina (Ragusa) indagati per truffa e incendio. In questo modo avrebbero incassato molti soldi illegalmente

Non solo pazzi piromani che per motivi differenti appiccano incendi ma anche persone che dovrebbero difenderci dagli incendi stessi. Proprio questi ultimi, alcuni volontari dei vigili del fuoco di Ragusa, sono stati accusati dalla magistratura di aver scientemente appiccato incendi per entrare in azione e così guadagnare i 10 Euro l’ora di spettanza.

La Polizia di Stato di Ragusa, dopo una lunga indagine, ha infatti attivato la magistratura mettendo sotto indagine ben 15 persone, parte della stessa squadra di pompieri volontari, attiva presso la Caserma di Santa Croce Camerina.
I 15 pompieri sarebbero indagati per truffa e alcuni di loro anche per incendio ma la Procura di Ragusa ha deciso di emettere la misura cautelare degli arresti domiciliari solo per il capo del gruppo, Davide Di Vita, 42 anni, in quanto avrebbe successivamente reitarato i reati anche dopo il periodo di riferimento, il biennio 2013-2015. Proprio quest’ultimo, da quanto risulta dalle incercettazioni, sarebbe stato addirittura disposto a fare scoppiare una bomba pur di intervenire e incassare denaro, indifferente al pericolo a cui andava incontro.

Dalle indagini svolte, soprattutto grazie alle intercettazioni e all’applicazione di dispositivi gps sugli automezzi utilizzati dalla squadra, risulta chiaramente come i volontari fossero soliti appiccare un incendio, direttamente o per mezzo di complici, aspettando poi già, nelle vicinanze, la chiamata per intervenire, lanciata spesso da altri complici. I 15 si trovavano quindi già sul posto potendo agire per primi. 
Sono agli atti anche finte chiamate di soccorso, senza che vi fosse alcun incendio, nemmeno appiccato appositamente, grazie alle quali i volontari potevano entrare in azione senza sporcarsi le mani.

Con questo meccanismo, ben congeniato, la squadra di volontari riusciva a fare molti più interventi rispetto alle altre, arrivando addirittura al triplo (circa 120 contro 40), con conseguente crescita esponenziale anche dei guadagni. Altri volontari, attirati, avevano addirittura chiesto di poter far parte della squadra.
Proprio tale cospicua attività e un tale numero di incendi, che regolarmente scoppiavano sotto l’orario di lavoro della squadra, ha insospettito gli inquirenti i quali hanno già avuto parziale conferma dei fatti a seguito della confessione di quasi tutti i volontari durante l’interrogatorio.

Fatti gravissimi sono contestati ai volontari in questione che, per aumentare illegalmente i propri guadagni, hanno danneggiato l’ambiente, mettendo inoltre inutilmente in pericolo la vita di molte persone…e le cose sarebbero potute andare pure peggio.
Non solo il danno (ambientale ed economico) ma anche la beffa, ossia sapere che ad occuparsi di situazioni di emergenza del genere, quindi anche della nostra salvezza, vi sia anche questa gente (fortunatamente della maggior parte si può solo parlare bene). Un pò come la gestione degli sbarchi dei migranti in Italia, nelle mani di Ong e volontari che, come sta emergendo dalle indagini, sarebbero i primi (alcuni volontari e alcune Ong bisogna precisare) ad organizzare le partenze e gli sbarchi dei migranti con gli scafisti.

Lorenzo Maria Lucarelli

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