Cultura

Aranyhíd, Parole dal Mondo: il riflesso d’oro creato sull’acqua dallo splendere del sole

Nel nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo, Aranyhíd; un termine ungherese che descrive la suggestiva immagine del sole, al tramonto o all’aurora, e il riflesso che quest’ultimo dona all’acqua attraverso la sua luce.

Aranyhíd, il ”Ponte d’Oro” ungherese

Aranyhíd - Photo Credits: Flickr
Photo Credits: Flickr

Un termine adatto alla stagione estiva, Aranyhíd, poiché in questo periodo dell’anno villeggianti e vacanzieri hanno sicuramente assistito allo spettacolo di un tramonto in spiaggia. Nonostante l’estate stia, pian piano, scivolando e le giornate man mano si accorcino, sui litorali e sulle coste si può ancora godere di splendidi crepuscoli e, ancor di più, della scia di acqua luminosa e sfavillante che, i raggi del sole, donano alla superficie marina all’imbrunire. Aranyhíd è, infatti, un poetico termine ungherese, a tratti malinconico e lirico, riferito al riflesso d’oro che il sole lascia sull’acqua al sopraggiungere della sera.

Questa bellissima parola legata alla natura si traduce anche, letteralmente, come ”Ponte D’oro”; il corrispettivo inglese, infatti, è reso con Golden Bridge. Un termine sicuramente evocativo e romantico, ma soprattutto unico nel descrivere un fenomeno naturale spesso poco considerato. A tal proposito, in lingua ungherese esiste ancora un altro lemma, una parola intraducibile il cui significato è ”Ponte d’Argento”: Ezüsthíd. Gli ungheresi utilizzano questa espressione per riferirsi al riflesso argenteo della luna che, di notte, dona attraverso i suoi raggi scaglie luminose e palpitanti sulla distesa blu velluto del mare.

Corrispettivi similari in altre lingue: il giapponese  Kawaakari e il Yakamoz turco

Esistono due parole molto simili alla semantica di Aranyhíd: una proveniente dal giapponese, l’altra dalla lingua turca. L’immagine a cui rimanda il termine Kawaakari è estremamente lirica e magica, proprio come il termine ungherese analizzato. La sua etimologia proviene dall’unione di due kanji, caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese; letteralmente da  ” fiume ”  e明かり ” luce, illuminazione, bagliore”. La traduzione letterale di questa parola, infatti, si rende con l’ultimo bagliore di luce che riflette sulla superficie di un fiume al tramonto. La parole turca Yakamoz , invece, indica il ”riflesso di luna sull’acqua.” Tuttavia, questa espressione si riferisce anche al fenomeno noctiluca scintillans, ovvero, al microrganismo bioluminescente che, nelle caldi notti estive, illumina le acque del Bosforo

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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