Il tribunale dei ministri ha decretato l’archiviazione dell’indagine per peculato e rivelazione di segreto d’ufficio avviata nell’estate del 2024 nei confronti di Gennaro Sangiuliano, che all’epoca ricopriva il ruolo di ministro della Cultura nel governo di Giorgia Meloni. Il caso riguardava i rapporti fra il politico e Maria Rosaria Boccia, una sua ex consulente, con la quale, durante il suo incarico, aveva viaggiato spesso. La donna, in quel periodo, aveva inoltre avuto accesso a parecchi documenti interni al ministero. Sangiuliano resta indagato dalla Corte dei conti per un possibile danno erariale, legato alle spese effettuate nel corso dei viaggi istituzionali fatti insieme a Boccia.
Il caso Sangiuliano – Boccia
Tutto aveva avuto inizio lo scorso 26 agosto, quando sul suo profilo Instagram la quarantunenne Boccia aveva postato uno scatto che la ritrae accanto a Sangiuliano, scrivendo: «Grazie al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per la nomina a Consigliere del Ministro per i Grandi Eventi». L’affermazione aveva immediatamente scatenato la curiosità dei media, che avevano di conseguenza indagato sui rapporti tra i due, nonostante la tempistiva smentita da parte dello staff del ministro, che aveva negato qualsiasi nomina.
Boccia però aveva tuttavia replicato divulgando documenti e atti che puntualmente smentivano le parole dell’uomo, alimentando le voci sulla natura della loro relazione. Dopo settimane di fuoco, alla fine Sangiuliano si era dimesso, dopo «a lungo meditato, in giornate dolorose e cariche di odio nei miei confronti di un certo sistema politico mediatico». Al suo posto, era subentrato Alessandro Giuli, direttore del museo di arte contemporanea MAXXI di Roma e giornalista.
Federica Checchia
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