Il giornalista Alessandro Giuli, attuale direttore del museo MaXXI di Roma, è il nuovo ministro della Cultura del governo Meloni. Nato a Roma il 27 settembre 1975, ha studiato filosofia all’Università di Roma “La Sapienza” senza tuttavia conseguire la laurea prima di iniziare la carriera giornalistica in alcune testate locali prima di passare al Foglio, dove è diventato professionista nel 2004.

È stato nominato vicedirettore nel 2008 e poi condirettore fino al 2017. Da febbraio a novembre 2017 è stato direttore di Tempi. Ha avuto una carriera diversificata, con esperienze sia nell’ambito del giornalismo che dell’intrattenimento televisivo, oltre a essere membro del comitato scientifico della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine e analista e consulente per la Fondazione Med-Or.

Alessandro Giuli è anche autore di diversi libri. L’ultimo, Gramsci è vivo. Sillabario per un’egemonia contemporanea, pubblicato a maggio da Rizzoli, per la costruzione di un nuovo immaginario sovranista.  Nel 2007, con Einaudi, invece, “Il passo delle oche. L’identità irrisolta dei postfascisti”. Secondo “La Repubblica”, Giuli ha dalla sua una compostezza e una sobrietà spiccata, doti che potrebbe aver convinto la premier a nominarlo.

L’intervista al Corriere della Sera

In un’intervista al “Corriere della Sera“, lo scorso maggio, Alessandro Giuli aveva parlato di sé, della sua famiglia d’origine e dei valori della destra, della quale – aveva detto – la prima parola è “libertà” e la principale colpa quella di “pensare che sulla lunga durata possa bastare l’accusa di elitarismo rivolta alla sinistra“.E, a tal proposito, aveva poi aggiunto: “Questa idea, secondo me giusta ma non sufficiente, che la sinistra in Italia sia soltanto nelle Zone a traffico limitato delle grandi città, nei centri storici, a Capalbio. Ciò detto, massimo rispetto per Capalbio”.

La vita privata di Alessandro Giuli

Alessandro Giuli, sposato con la collega di Sky Tg24 Valeria Falcioni con la quale ha due figli, è diventato un volto popolare in televisione fra il 2019 e il 2020 quando è stato ospite fisso della trasmissione ‘Patriae’ condotto da Annalisa Bruchi su Rai 2. Poi, sempre nel 2020, la non fortunata esperienza alla conduzione con Francesca Fagnani di ‘Seconda linea’ su Rai 2, programma chiuso dopo due puntate.

Dopo essere stato spesso ospite di Lilli Gruber a ‘Otto e mezzo’ su La7, il 23 novembre 2022 il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano lo ha nominato presidente della Fondazione MAXXI, con decorrenza dal 12 dicembre 2022. Ora viene chiamato dalla premier a sostituire proprio Sangiuliano al ministero della Cultura.