Giuseppe Arcimboldi, pittore italiano del periodo manierista, nacque a Milano nel 1526. Anche suo padre era un pittore, Biagio. Quest’ultimo era impegnato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Apparteneva ad un’importante famiglia aristocratica dell’epoca. Apprendista presso la bottega del padre, Giuseppe realizzò sin dalla giovane età i cartoni che vennero poi impiegati per le vetrate del duomo.

I cartoni furono la produzione artistica in cui si specializzò. Realizzò infatti anche quelli relativi alla storia di Caterina di Alessandria. Fu autore con Giuseppe Meda dell'”Albero di Jesse”, affresco del Duomo di Monza. Realizzò un cartone anche per il Duomo di Como.

Giuseppe Arcimboldi, Autoritratto, web
Giuseppe Arcimboldi, Autoritratto, web

Giuseppe Arcimboldi e la svolta Viennese

La svolta per lui arrivò nel 1562, quando lasciò Milano per Vienna. Venne invitato da Massimiliano II d’Asburgo. Raggiunse la fama artistica e i fasti economici proprio a Vienna. In questa città mise a punto la sua opera più importante, ovvero le “Teste Composte”. Si tratta di fisionomie grottesche divenute poi molto famose. Si trattava della geniale combinazione di cose e forme viventi. Molto importanti, “Aristotele” con i quattro elementi (acqua, fuoco, aria e terra), e “Le quattro stagioni“, in cui microcosmo e macrocosmo si fondono, in un’esplosione di colori.

Arcimboldi non fu però solo pittore ma anche coreografo. Realizzò la sua opera nell’ambito di eventi importanti presso la corte dell’imperatore. Si trattava di eventi come cortei, giochi e sfilate in maschera. Il suo impegno in questo ruolo è testimoniato da 148 disegni che fanno parte del “Carnet di Rodolfo II”,  esposto presso gli Uffizi di Firenze.

Aria 1566 - credit web
Aria 1566 – credit web

Le sue opere più celebri, Le “Teste composte”

La fama del pittore mostrò un certo cedimento subito dopo la sua morte. Tornò agli antichi splendori solo nel Novecento. Le “Teste Composte” vennero riconosciute come le sue opere più rilevanti. Si riconobbe la presenza, nelle stesse, di un’evidente ispirazione alle opere di fisiognomica di Leonardo Da Vinci. L’ “Autoritratto cartaceo” di Arcimboldi è attualmente conservato presso il Palazzo Rosso di Genova. Presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona si trova invece l’opera “Ortaggi in una ciotola”.

Teste composte, Giuseppe Arcimboldi, web
Teste composte, Giuseppe Arcimboldi, web

Giuseppe Arcimboldi e la sua fama internazionale

La Skoklosters slott di Stoccolma ospita “L’avvocato”, “il bibliotecario” e il “Ritratto di Rodolfo II in veste di Vertunno”. Tuttavia, le “Teste composte” restano le opere più significative e più conosciute al mondo. Maestose e grottesche al tempo stesso, con il loro agglomerato di essere animati ed inanimati, nature morte e animali che si fondono magicamente, sono autentici capolavori tra lo spettacolare e il grottesco.

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