Ariana Grande si è riavvicinata alla musica dopo aver dedicato gli ultimissimi anni al mondo del cinema, dove a breve sarà protagonista del secondo capitolo di Wicked, Wicked: For Good in uscita nelle sale 19 novembre.

In un intervista al New York Time rilasciata il 5 novembre, la voce di Thank U, Next ha parlato del suo rapporto con la musica e del e del motivo per il quale si è innamorata di nuovo della musica. La Grande, ha inoltre parlato dei numerosi progetti che sta portando avanti, insieme alla promozione del sequel di Wicked, ha in programma numerosi altri ruoli da attrice, oltre a un tour mondiale nel 2026. L’artista non si esibisce dal vivo dal 2019, da quando lo Sweetner Tour composto da cento concerti è terminato. Parte della sua avversione per i tour, oltre all’estenuante compito di essere costantemente in viaggio, deriva dal suo rapporto con la musica, che secondo lei ha subito un calo nel corso degli anni.

Ariana Grande, il ritorno alla musica nel 2026 con il nuovo tour

Alla domanda del NYT su cos’altro secondo lei avesse bisogno di essere riparato nella sua carriera pop, Ariana Grande ha ridacchiato: “Quanto tempo abbiamo ancora?C’era qualcosa di rotto nel mio rapporto con la musica pop che è stato guarito di recente durante il periodo lontano dalle scene. Penso che mi sia sfuggito in un modo inaspettato”, ha aggiunto la popstar, riferendosi al fatto di essere stata messa sotto i riflettori e analizzata dal pubblico e dai media per ogni scelta, che si trattasse di appuntamenti o della sua immagine.

C’è una cosa che capita quando i tuoi sogni diventano realtà e che a volte ti sembra pericolosa…Niente ti prepara a ciò che ne consegue. Fino a poco tempo fa, per me era davvero difficile orientarmi e credo che questo mi abbia tolto molta gioia. Ed a proposito, ora ho un team diverso”. La voce di Yes And I? ha accennato alla sua separazione nel 2023 dal manager di lunga data Scooter Braun ed alla possibilità di conciliare la sua carriera musicale e quella di attrice senza la pressione della macchina dell’industria pop alle sue spalle.

Ha continuato spiegando di essere cresciuta come una ragazzina di teatro e di aver sempre scoperto che recitare, sia sul palco che davanti a una telecamera, le forniva un tipo di comfort diverso rispetto alla musica. “Non mi sono mai sentita così legata alla mia arte o ispirata, e questo è stato semplicemente un dono straordinario...È come se in realtà non dovessi affrontare quelle cose che mi sono state proiettate addosso. Posso concentrarmi sulla mia arte e questa può essere un’entità separata. Ma dovevo darmi il permesso di pensarlo.”