Coronavirus, arresti a Roma per false autocertificazioni

In piena emergenza coronavirus, continuano gli arresti per false autocertificazioni. Solo a Roma arrestate 7 persone sorprese a giocare a carte dai carabinieri. Sull’autocertificazione avevano dichiarato l’esigenza di uscire per “motivi lavorativi“.

Nemmeno l’emergenza coronavirus ferma le trasgressioni alla quarantena

Uno dei casi si è verificato mercoledì 11 marzo: i carabinieri hanno infatti fermato un gruppo di sette persone tra i 36 e i 69 anni in Viale America. Si erano appunto riuniti attorno a sedie e tavolini per giocare a carte.

Dopo un primo, inutile tentativo di disperdersi tra i passanti, sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Ma nel momento in cui hanno sottoscritto la dichiarazione personale di autocertificazione, hanno affermato falsamente di ritrovarsi al di fuori del proprio domicilio per comprovate esigenze lavorative. I carabinieri li hanno dunque arrestati per falsa dichiarazione a un Pubblico Ufficiale e posti in libertà con convalida a piede libero su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Circa quarantatré le denunce

Non sono stati gli unici, però. Finora sembrerebbero essere 43 le denunce, tra cui 6 persone tra Tor Pignattara, Centocelle e Cinecittà perché circolavano in auto senza un valido motivo. Poi, un 32enne che si aggirava per la stazione ferroviaria di Roma Termini; tre stranieri fermati dai militari mentre chiacchieravano in Piazza Mancini. Altre cinque a Pomezia. Anche a Piazza San Pietro, dove tre persone stavano consumando alcolici.

Il modulo di certificazione: per cosa può essere utilizzato e dove può essere scaricato

Dopo il decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 9 marzo, la zona rossa è stata estesa a tutta Italia; e in seguito alle ulteriori misure stringenti in vigore dall’11 marzo, si potrà lasciare il proprio domicilio solo per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza“.

È scaricabile dal sito del governo. Come spiegato dallo stesso, “la veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato“.

Per chi violerà le norme, è prevista una sanzione per inosservanza di un provvedimento di un’autorità: si va da un’ammenda di 206 euro (art.650 codice penale) all’arresto per tre mesi, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a una sanzione per delitti colposi contro la salute pubblica, con pene da sei mesi a dodici anni.

Qui è possibile trovare le domande e le risposte più frequenti sulle misure adottate dal Governo contro l’emergenza coronavirus.

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