Asadora, il nuovo manga di Urasawa: Recensione

Naoki Urasawa è un genio. Si può discutere su alcuni finali delle sue opere, si può discutere sulla complessità di alcune di esse, ma difficilmente si può discutere sul fatto che siano capolavori! Basti pensare a Monster o Pluto, senza dimenticare 20th Century Boys che sicuramente sono tra i lavori più belli e più conosciuti del maestro(ma non gli unici degni di nota nella sua meravigliosa carriera). Asadora almeno per quanto letto in questo primo numero sembra essere sulla falsariga dei suoi predecessori!

Avere tra le mani un nuovo volume del sensei Urasawa è sempre una bella emozione. Approcciarsi ad una sua opera ha sempre un non so ché di elettrizzante, anche perché bisogna dirlo, è un maestro nel gestire le fasi iniziali di un racconto, riuscendo sempre a stupirti e lasciarti la voglia di continuare nella lettura.

Asadora: da Tokyo 2020…

La storia inizia in una Tokyo contemporanea. Siamo infatti nel 2020, l’anno in cui nella capitale Giapponese si dovranno svolgere le Olimpiadi. La situazione però non sembra tranquilla, qualcosa turba i cittadini che si riversano in strada scappando impauriti, mentre dietro una fitta coltre di fumo si intravede una spaventosa ombra che sembra appartenere ad un kaiju.

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Photo Credits: Demifiendrasa.tumblr.com

…A Nagoya 1959

A questo punto Urasawa lasciandoci incuriositi al Massimo, ci catapulta nel passato. Più precisamente a Nagoya nel 1959, dove troviamo una ragazzina vivacissima di nome Asa Asada, chiamata così perché nata di mattina(asa in Giapponese significa proprio mattina). Asa fa parte di una famiglia numerosa, per questo motivo spesso viene messa in disparte, ma ciò non le fà perdere mai il buon umore, anzi! Un giorno, durante una tempesta, si imbatte in un losco individuo impegnato a scappare dopo aver commesso un furto, che senza pensarci 2 volte rapisce Asa con l’obbiettivo di chiedere il riscatto alla famiglia.

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Photo Credits: Planetebd.com

Una “mostruosa” tempesta

Tenuta in ostaggio, la giovane Asa cercherà di entrare in empatia col suo rapitore, nel tentativo di convincerlo a lasciarla andare. Tutto ciò fino a quando la tempesta che già stava infuriando peggiora, diventando un vero è proprio tornando, che una volta terminato, lascerà Asa ed il suo rapitore di fronte ad uno scenario apocalittico. Da questo momento in poi fra i due nascerà una collaborazione per provare a ritrovare la famiglia di Asa e aiutare più persone possibili.

In conclusione

Asadora, è un Manga che cattura l’attenzione del lettore sin dalla primissima pagina. Urasawa, riesce ad imbastire una storia su due linee temporali, che apparentemente hanno ben poco in comune. Solo andando avanti con la storia il puzzle pezzo dopo pezzo comincerà a prendere forma fino al climax finale, che ti lascia una voglia incredibile di leggere immediatamente il secondo volume. Un’ottimo primo numero che lascia ben sperare per il proseguo della serie e che consiglio caldamente.

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Giacomo Variante (mino860)

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