La stagione dell’Atalanta è ormai entrata nel vivo. Dopo la vittoria sul filo del rasoio di Genova, ieri sera la disfatta 4-0 in trasferta contro la Dinamo Zagabria all’esordio in Champions League

FEBBRE DA CHAMPIONS LEAGUE

La vittoria all’ultimo respiro di Genova (in rete Muriel e Zapata) non permette all’Atalanta di tirare il fiato. Arrivati tre punti su un campo difficile, ora arriva il duro impegno Champions per l’EuroDea.

Ieri sera è scesa in campo a Zagabria, un terreno di gioco complicato per molti. La Dea aspetta questo momento da mesi, finalmente è arrivata il l’ora di sentire la famosa “musichetta” invadere le vie di Bergamo.

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Non c’è tempo per riposare per l’Atalanta di Gasperini, dopo la vittoria di Genova arriva subito l’esordio in Champions (PHOTO CREDTIS: Paolo Bruno/Getty Images)

IL MATCH DI ZAGABRIA

Però nonostante l’entusiasmo della piazza la prima storica partita di Champions si rivela un vero incubo per l’Atalanta del Gasp, sopraffatta completamente dalla Dinamo Zagabria di uno scatenato Dani Olmo (fresco campione dell’Europeo Under 21 con la Spagna).

Finisce con la rete di Leovac e la tripletta di Orsic. E a questo punto diventa già decisiva il prossimo match dell’1 ottobre al Meazza contro lo Shakhtar, sconfitto nettamente dal Manchester City.

L’Atalanta va in difficoltà fin dai primi minuti, la Dinamo invece sembra giocare sul velluto. Al 10’ va subito in gol Leovac, che tocca in scivolata, indisturbato, un pallone arrivato da destra da Stojanovic.

Il gioco dell’Atalanta appare molto macchinoso e Zapata non riceve palloni utili.

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Partita di grande sacrificio quella di Duvan Zapata, spesso lasciato troppo solo davanti (PHOTO CREDITS: Paolo Bruno/Getty Images)

Al 31’ la Dinamo Zagabria raddoppia con Orsic: il numero 99 croato infila Gollini con un preciso piatto destro, su passaggio verso l’esterno dell’area.

Gasperini non riesce a dar la carica i suoi e la Dinamo confeziona il tris, ancora con Ostic: cross di Stojanovic da destra, spizzata di testa di Ademi e incornata vincente di Orsic.

L’unica conclusione a rete dell’Atalanta arriva a ridosso dell’intervallo, è Gomez che ci prova, ma senza creare grossi problemi al portiere croato.

Al rientro dagli spogliatoi Gasperini inserisce Pasalic e Malinovskyi al posto di Freuler e Masiello e cambia modulo tattico.

L’Atalanta appare meno timorosa, ma la musica non cambia e la Dinamo trova anche il 4-0: lancio lungo dalla difesa, palla che arriva a Orsic che controlla la sfera e poi fredda Gollini, completando la sua tripletta personale.

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Nemmeno Capitan Papu Gomez è riuscito ad incidere coi suoi colpi di classe al suo esordio in Champions (PHOTO CREDTIS: FANTAMAGAZINE.COM)

Unica vera occasione in tutto il match per i nerazzurri è al 74’: Zapata fa partire un destro potente da distanza ravvicinata, ma Livakovic gli nega la gioia del gol della bandiera con una parata sensazionale.

Finisce qui: la schiaffo è durissimo, la Dinamo Zagabria vince 4-0.

LE PAROLE DI GASPERINI

Ecco cosa ha detto Gasperini nel dopo partita: “Dura digerire una sconfitta così, ma ci sta. Da quando sono qui, in gare ufficiali, non siamo mai stati così in difficoltà come lo siamo stati stasera. Erano più bravi a contrastare, pressare, mi hanno sorpreso per intensità e velocità di gioco. La Dinamo ha fatto una grande partita, nel secondo tempo abbiamo avuto qualche occasione ma l’impatto è stato difficile. Queste partite devono insegnarti parecchio. Dobbiamo mettere in pratica ciò che abbiamo visto stasera anche in Serie A”.

ATALANTA, UNA SCONFITTA CHE SERVA DA LEZIONE

L’esordio europeo della banda di Gasp è quindi un clamoroso fracasso, già Domenica a Genova la squadra non aveva dato segnali molto positivi. Solo una prodezza di Zapata aveva evitato un pareggio contro un Genoa che sulla carta partiva nettamente sfavorito.

Ma non tutto è da buttare: la Dea deve prendere la delusione di questa pesante sconfitta e trasformarla in rabbia agonista da mettere obbligatoriamente in campo nel prossimo match di Champions casalingo.

I giocatori hanno pagato l’inesperienza in campo europeo, ma tutti sappiamo come questa squadra è capace di giocare.

La strada è ritrovare il gioco spumeggiante che tanto aveva fatto sognare la scorsa stagione e che stasera è mancato completamente fin dai primi minuti.

L’avventura della Dea in Champions League è appena iniziata: non si perde mai completamente se si impara dai propri errori.

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