Chi è Atika Patum? A questa domanda non è facile rispondere dal momento che la nuova giovane promessa del mondo dance non ha rivelato molto di sé, lasciando che parlasse per lui la musica. È uscito da poco il suo primo singolo omonimo “Atikapatum”, pubblicato per Smash The House, etichetta fondata da Dimitri Vegas & Like Mike in collaborazione con Just Entertainment. Sono stati proprio i due, classificati nel 2018 da DJ Mag al secondo posto fra i migliori 100 DJ del mondo, a scoprire e mettere sotto contratto il talentuoso producer.

“Atikapatum” è una parola dal profondo significato per l’artista, che l’ha definito un vero e proprio “state of mind”. Il brano, dalle atmosfere futuristiche e notturne, si avvale di un cantato molto potente e di un beat che potremmo definire tribale: le percussioni e i synth si uniscono ottimamente per trascinare l’ascoltatore nel suo mondo. È un pezzo in grado di donare quel senso di libertà che Atika Patum ha provato realizzandolo, da cui scaturisce la necessità di correre dei rischi per cogliere un’occasione e raggiungere i propri obiettivi.

Abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con lui per conoscerlo meglio e farci raccontare un po’ cosa sta alla base del suo progetto.

Atika Patum Intervista

La musica ora è la tua professione e i tuoi sogni si stanno finalmente realizzando. Quali rischi ti sei assunto perchè ciò accadesse? Quale è la tua più grande perdita e il tuo più grande successo finora?

“La musica è sempre stata la mia professione in realtà, ho realizzato dei progetti di grande successo che ora si possono ascoltare ovunque nel mondo, ma ATIKA PATUM è il mio alter-ego, è un nuovo passo in avanti, un nuovo concept, ha il sound che avrei sempre voluto realizzare. Parlando di rischi, tutta l’industria musicale è un rischio, ma se fai quello che ti piace di più, ossia musica per te stesso e per le persone, non ti importa più di tanto poi. È importante avere un obiettivo, tenerlo bene a mente e lavorare duro. Sono abbastanza sicuro che le sconfitte siano qualcosa di naturale all’interno di un progetto, il quale di sicuro ti porterà ad un successo. Basta avere un po’ più di pazienza.”

Dimitri Vegas & Like Mike sono i tuoi produttori, ti hanno scoperto e ti hanno permesso di entrare in Smash The House: qual è il tuo rapporto con loro e con gli altri artisti dell’etichetta?

“Dimitri Vegas & Like Mike prima di tutto sono dei grandi professionisti, come del resto l’intera squadra di Smash The House. Quando mettono sotto contratto un artista significa che apprezzano realmente il progetto e vedono del potenziale in esso. Il mio management lo ha presentato ai ragazzi e la cosa è successa. Sono molto felice siano loro a produrlo e a permettere che diventi grande in tutto il mondo. Se sapete cos’è ATIKA PATUM tenetevi pronti per il futuro.”

Ti senti libero? Ti senti “atikapatum”?

“Ovviamente. Questo è ciò che sono mentre canto le canzoni, così è come mi sento quando produco le strumentali e in tutto quello che avviene dopo. “Freedom is my gone, I go faster than the sound”: sicuramente promuovo la libertà in tutti i modi possibili.”

Come ti ha aiutato la musica a sentirti in questo modo?

“Sai, la musica fa miracoli. Spesso, quando hai una brutta giornata o sei di cattivo umore, indossi le cuffie per ascoltare qualcosa che ti piace ed ecco che ti rilassi, ritrovi te stesso, e ti liberi dei cattivi pensieri. Questo fa la musica, questo è il suo potere e il suo scopo.”

Qual è la tua più grande inspirazione?

“Trovo ispirazione in tutto, ma di sicuro la bella musica ti ispira nel realizzarne di ancora più bella. Vengo spesso ispirato anche dai miei lavori precedenti, dalle persone, dai fan, da coloro a cui piace ciò che produco, mi danno forza e amore tali da spingermi a continuare a fare ciò che amo di più.”

Ogni tanto ti capita di ascoltare musica italiana? Conosci qualcuno della nostra scena? C’è un sacco di bella musica qui…

“Amo il patrimonio culturale italiano e sicuramente anche la grande musica di oggi. Mi piace Giorgio Moroder, sono cresciuto con il sound di Benny Benassi ma ascolto sempre anche Bocelli e Pavarotti. Inoltre, quando ero più giovane capitava che si guardasse spesso il Festival di Sanremo. Ora ci sono festival e palchi ancora più grandi a cui aspirare, ma c’è sempre qualcosa di grandioso da seguire in Italia.”

Quando verrai a trovarci per suonare in Italia?

“Il prima possibile. Non vedo l’ora di fare una grande data.”

Cosa ci puoi dire dei tuoi progetti futuri?

“Oh, c’è molto da aspettarsi da ATIKA PATUM. Seguitemi e di certo non perderete nulla. Vi piacerà!”

Filippo Duò

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