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ATP Cup: bene Sinner, ma l’Italia perde al doppio il tie contro l’Australia

Sembrava essere cominciata col piede giusto la spedizione azzurra in Australia con la vittoria di Jannik Sinner su Max Purcell. La sconfitta di Matteo Berrettini nel secondo singolare contro De Minaur prima e quella fatale in doppio con Simone Bolelli poi, regala ai padroni di casa il primo tie di questa ATP Cup.

ATP Cup: Sinner domina contro Purcell e porta in vantaggio l’Italia

Il 2021 indoor di Sinner sembra non essere mai finito. L’altoatesino, che aveva giocato delle settimane finali incredibili al chiuso, ha iniziato il 2022 dimostrando di aver continuato a lavorare ed essere capace di dominare ancora su questo tipo di superficie. Certo, Purcell – subentrato a Duckworth in seguito al problema all’anca accusato da quest’ultimo – è un avversario tutt’altro che imbattibile, soprattutto per Jannik. Nel primo set non c’è storia, e il 6-1 finale potrebbe essere benissimo un 6-0. Il nativo di San Candido è praticamente intoccabile al servizio in cui concede la miseria di tre punti; in risposta il suo dominio è altrettanto autoritario e dopo aver mancato due chance di break nel secondo game, strappa all’australiano due turni di battuta consecutivi, grazie ai quali sigla la vittoria del set.

I primi quattro game della seconda frazione fanno mettere a Sinner la firma sul primo punto dell’Italia in questa ATP Cup. Un parziale mortifero da 16 punti a 4 sembra mettere definitivamente alle corde un Purcell che ha l’onore di non darsi mai per vinto e riuscire a strappare almeno una battuta all’altoatesino nel sesto gioco. Il numero 10 del mondo si ricompone e decide di non perdere ulteriore tempo: nel nono game effettua il quinto break della sua partita e sul 6-3 chiude definitivamente il match, passando il testimone e Matteo Berrettini. Dopo l’esordio estremamente positivo in Coppa Davis, Sinner risulta dunque decisamente capace di rendere onore alla maglia azzurra anche in ATP Cup.

Berrettini non al meglio cede a un super De Minaur

Nonostante la sconfitta, Berrettini gioca (soprattutto al servizio) tutto fuorché una brutta partita. Nel primo set Matteo mette in campo il 64% di prime con una resa del 75%, concedendo sei punti sulla seconda e commettendo un solo ma fatale doppio fallo. Questo arriva infatti a metà quarto game, quando il romano si trova sotto 15-30 e De Minaur gli comincia a prendere le misure in risposta. L’australiano infatti riuscirà a strappare a Matteo una battuta che riuscirà a tenersi stretto fino alla fine del parziale, grazie a un andamento praticamente perfetto al servizio. Il diavolo australiano qui perde un totale di quattro punti, tre sulla prima e uno solo sulla seconda, non facendosi mancare anche due ace.

Dopo mezz’ora di gioco fermato sul 6-3 il numero uno d’Italia, non al meglio della forma, si ritrova a rincorrere. Nel secondo set Berrettini continua a servire bene, se non meglio: nei primi tre turni di servizio è costretto solo in quattro occasioni a dover scagliare la seconda palla e l’unico punto concesso arriva proprio su una di queste. Dal canto suo De Minaur è forse meno preciso per percentuale di prime palle messe in campo, ma non ricava numeri tanto diversi dall’azzurro in termini di efficacia. Nel settimo game esce fuori il De Minaur che potenzialmente è secondo a pochi nel circuito in risposta.

Nel game Berrettini gioca una seconda solo nel primo punto che riesce pure a vincere; nel resto del game giocherà solo punti derivanti da prime, ma ne vincerà solo uno, piazzando un ace. L’australiano, cinico e brillante fino a quel momento, si ritrova a servire per il match, ma la tensione gli gioca un brutto scherzo e Berrettini riesce a rialzarsi. I due finiscono al tie-break, ma ad avere la meglio è ancora De Minaur, che torna a vincere una partita contro un Top 10 dopo due anni. L’ultima volta sempre al round robin di ATP Cup, contro Sascha Zverev.

Peers e Saville regalano il primo tie all’Australia

Nonostante la sconfitta di Matteo, il capitano azzurro, Vincenzo Santopadre, decide di affidarsi al suo migliore giocatore anche per il match di doppio, affiancandolo a Simone Bolelli. I due in carriera hanno condiviso il campo solo nel 2019 in due tornei: in Coppa Davis, dove furono battuti dagli indiani Bopanna e Sharan, e a San Pietroburgo, dove sfiorarono addirittura il titolo in finale. Contro gli ottimi doppisti australiani Peers e Saville (numero 13 e 23 del mondo nella specialità) era inevitabile trovare difficoltà, soprattutto per un Berrettini che, al netto della condizione non ottimale, non nuota sempre con disinvoltura nelle acque torbide del doppio.

Nel corso della partita sono state rare le occasioni in cui gli azzurri si sono ritrovati in una situazione favorevole rispetto agli avversari, che soprattutto al servizio hanno concesso veramente poco. Nel primo set concedono una sola palla break che coincide anche con il set point a loro favore e che sono abili a trasformare per chiudere il parziale sul 6-3. Nella seconda frazione le due coppie giocano sugli scudi mantenendo alte le percentuali al servizio e non mostrando il fianco agli avversari. Dopo nove game di calma piatta senza palle break, la prima chance è per gli azzurri, che hanno anche la possibilità di pareggiare il conto dei set. Gli australiani però si scuotono e con nove punti di fila non solo rimangono nel set ma finiscono per vincerlo, e con esso match e tie. Il girone però è ancora lungo e l’Italia non può essere già data per morta.

ENRICO RUGGERI

Photo Credit: via Twitter, @federtennis

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