Crescono i timori per l’influenza aviaria: la presenza di un focolaio in un allevamento di visoni in Spagna indica che un ceppo H5N1 è in grado di diffondersi tra i mammiferi con grande rapidità

Si tratterebbe di un nuovo virus super contagioso, scoperto nell’Ottobre 2022 in un allevamento a Carral: il tasso di mortalità fra gli animali era passato dallo 0,25 allo 0,77% in una sola settimana. Purtroppo, i responsabili della fattoria sono stati costretti ad abbattere tutti i 52 mila esemplari.
11 persone sono state a contatto con i visoni infetti, ma fortunatamente nessuno ha contratto la malattia

Il livello di pericolo per l’uomo, allo stato attuale, è piuttosto basso e se il nuovo ceppo di H5N1 dovesse iniziare a infettare le persone le autorità dovrebbero essere in grado di produrre rapidamente un vaccino specifico (molto simile a quelli già testati in passato).

Isabella Monne, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, ha spiegato all’agenzia Ansa che “finora il virus H5N1 aveva fatto solo salti sporadici nella popolazione dei mammiferi, ma il caso spagnolo è di rilievo perché, sulla base dei dati raccolti, il virus si è diffuso all’interno dell’allevamento, tra mammifero e mammifero”.

In questo caso, un allevamento intensivo di mammiferi è venuto a contatto con un virus dopo eventi di infezione nei volatili selvatici e c’è stata trasmissione all’interno dell’allevamento: “È un evento che ci ricorda che l’influenza aviaria va trattata come un problema che può interessare altre specie. Anche dal punto di vista ecologico è estremamente importante perché un virus letale negli uccelli selvatici implica una perdita della biodiversità”.