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Banshees of Inisherin, recensione: gli spiriti (e i demoni) dell’isola

“Buona fortuna. Per qualsiasi ragione combattiate”. Una frase, questa, all’apparenza così semplice, ma che ben ritrae l’idea dell’assurdità della guerra, che è proprio uno dei fili conduttori di “Banshees of Inisherin”, film del 2022 scritto e diretto da Martin Mcdonagh e vincitore di ben 3 Golden Globes.

Il film, approdato in Italia con il titolo “Gli spiriti dell’isola”, uscirà nelle sale il 2 febbraio 2023. Si tratta di un’ispirata tragicommedia, metafora della profonda necessità umana di riconnessione e, al contempo, messa in scena di una lotta fratricida che riprende quella che sconvolge l’Irlanda negli anni della sanguinosa Guerra Civile.

Banshees of Inisherin: il conflitto e la voglia di immortalità su un’isola ai confini del mondo

Banshees of Inisherin, recensione: gli spiriti (e i demoni) dell'isola
In foto, la locandina del film con Colin Farrell e Brendan Gleeson. Fonte news.cinecitta.com

Siamo in Irlanda, nel 1923. L’intera vicenda è ambientata sull’immaginaria isola di Inisherin, al largo della costa occidentale dell’Irlanda, durante gli ultimi mesi della guerra civile irlandese.
I protagonisti del film sono Pádraic, l’umile mandriano interpretato da Colin Farrell, e Colm Sonny Larry, con il volto di Brendan Gleeson, che ha velleità artistiche e suona il violino. I due, amici di una vita, hanno l’abitudine di ritrovarsi sempre alla stessa ora, tutti i giorni, per bere una birra al pub e fare due chiacchiere. Tutto cambia, però, quando un giorno, improvvisamente, Colm non apre la porta di casa ad un confuso Pádraic e decide di recarsi al pub da solo.

Il mandriano, confuso e disperato, cerca spiegazioni, ma quando le ha non riesce a farsene una ragione. Colm, infatti, confessa di non volere più avere nulla a che fare con lui e che è un uomo noioso. A suo dire, preferisce investire tutto il tempo che gli resta da vivere creando qualcosa che duri: la musica, appunto.

Pádraic non riesce ad accettare in alcun modo che la porta dell’amico, tanto quella della casa quanto quella della vita, si sia chiusa inesorabilmente per lui, in un casuale pomeriggio di aprile. Il mandriano, con la perdita del suo più caro amico, perde anche la propria quotidianità e, con essa, il senso stesso di una vita che, in quell’isola ai confini della realtà, si ripete sempre uguale. Nel contrasto tra i due amici restano coinvolti, più o meno, tutti gli abitanti dell’isola che ruotano loro attorno. Tra questi, Siobhán, sorella di Pádraic, che sogna una vita diversa e lontana da Inisherim, e il parroco, al cui aiuto il mandriano si appella.
Questa “spaccatura” apparentemente insanabile tra Pádraic e Colm finirà per degenerare, in una serie di vicende tra il grottesco e il surreale.

Pádraic e Colm: antieroi agli antipodi

Mcdonagh, regista noto per film del calibro di “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”, ha riunito, per “Gli spiriti dell’isola”, la coppia Farrell-Gleeson. Il regista aveva già lavorato con loro nel 2008 per la pellicola “In Bruges-La coscienza dell’assassino”. I due personaggi qui da loro interpretati sono dei veri e propri antieroi, ricchi di ombre, ancorati al proprio, rispettivo credo al punto da commettere atti folli.
Se da un lato il mandriano ci viene presentato come intriso di un’ingenuità quasi fanciullesca, nel cui paradigma si contestualizza tutto l’infantilismo delle sue reazioni, Colm è un personaggio più grigio e indecifrabile. Immancabili, al loro fianco, i rispettivi animali, un’ennesima metafora per rappresentare i due amici: un’asina per Pádraic e un cane per Colm.

Il tocco magistrale di Mcdonagh si percepisce in ciascun fotogramma del film. Ogni singolo dettaglio è studiato per dare allo spettatore una full-immersion in quegli ambienti dalla bellezza ancestrale, ma spesso soffocante. Come se su quell’isola ci fossimo anche noi e la musica avvolgente del violino di Colm ci arrivasse direttamente dall’interno della sua casa. Come se quel mare, che separa l’isola dalla terraferma e dal resto del mondo, noi potessimo toccarlo.

Giulia Guglielmetti

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