Dal primo giugno via libera ad apertura di bar e ristoranti anche di sera, fino allo scattare del coprifuoco. Quest’ultimo spostato da oggi alle 23. Via libera inoltre alle consumazioni al bancone al bar.

Riapertura di bar e ristoranti al chiuso

Il nuovo decreto Covid sulle riaperture ha di fatto anticipato il via libera alle attività ancora chiuse rispetto a quanto non fosse già stato stabilito dal governo. Nel precedente decreto di aprile era stabilito infatti che i locali di ristorazione potessero aprire anche a pranzo, fino alle 18. Ma adesso non sarà più così.

Nel comunicato di Palazzo Chigi si legge “Dal 1° giugno sarà possibile consumare cibi e bevande all’interno dei locali anche oltre le 18.00, fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti”. Questo significa che si potrà anche tornare a consumare al bancone, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste. Ovviamente si dovrà continuare a rispettare ovviamente il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio).

Bisognerà comunque aspettare che venga pubblicato il decreto per avere ulteriori precisazioni riguardo alle modalità di riapertura al chiuso.

Restano le regole per la sicurezza anti-Covid

Per quanto riguarda le regole di sicurezza anti-Covid da rispettare, ad oggi il punto di riferimento rimane il protocollo dalle Regioni sulle linee guida per la riapertura. I tavoli devono essere disposti ad almeno 1 metro tra i clienti a meno che questi non siano conviventi. Distanze che però possono anche essere ridotte nel caso in cui vengano installate delle barriere fisiche di separazione. Nel documento stilato dalle Regioni si afferma anche che è obbligatorio tenere aperte porte e finestre, condizioni meteorologiche permettendo, per favorire il ricambio d’aria degli ambienti.

Ricevimenti matrimoni

Per quanto riguarda i banchetti nuziali, invece, la data della ripartenza dovrebbe essere fissata al 15 giugno. Questo calendario potrebbe comunque essere modificato, soprattutto perché le Regioni intendono chiedere al governo alcuni cambiamenti.

Gaia Radino