Il primo ministro del Belgio Alexander De Croo (Open Vld) annuncia in lacrime la sconfitta alle elezioni europee e annuncia le sue dimissioni. Il premier belga si è congratulato domenica sera “con i vincitori di queste elezioni, la N-VA, Vlaams Belang e Vooruit”, senza dimenticare “i nostri amici del MR nel Belgio francofono”, durante il suo discorso all’evento della notte elettorale dei liberali fiamminghi. “Per noi è una serata particolarmente difficile, abbiamo perso. Domani, mi dimetterò dal mio posto di primo ministro, sarò un primo ministro dimissionario. Ma i liberali sono forti, ‘torneremo’”, ha detto il politico
Si conferma ad ogni modo la spaccatura del Paese lungo le ben note linee linguistiche-culturali: i separatisti nelle Fiandre, gli ‘unionisti’ in Vallonia.
I cittadini belgi sono stati chiamati a votare i 150 deputati del Parlamento federale, i 124 dell’Assemblea fiamminga (6 dei quali eletti a Bruxelles), gli 89 membri dell’organo parlamentare della Regione di Bruxelles Capitale, i 75 deputati dell’Assemblea vallone e i 24 dell’organo legislativo della Comunità germanofona. I sondaggi pre-elettorali pubblicati nelle scorse settimane sembravano suggerire che anche il Belgio non sarebbe sfuggito alla crescita dell’estrema destra. il Vlaam Belang, il partito nazionalista fiammingo guidato da Tom van Grieken, ha ottenuto il 21% dei consensi, senza riuscire però a superare i conservatori di New Flemish Alliance (25%). Tra le forze politiche che più hanno perso consensi ci sono proprio i liberali di Alexander De Croo, che ricopre il ruolo di primo ministro del Belgio dal 2020.





