Cultura

Black Panther- la Marvel conquista anche i SAG Awards. Ecco il perché di tanto successo

Oltre a ben sette nomination agli oscar tra cui quella per miglior film , Black Panther conquista anche i SAG Awards aggiudicandosi il premio come miglior cast e miglior stuntman diventando il primo cinecomic Marvel che riesca andare al di là degli effetti speciali. Ecco il perché

Black Panther – il successo continua

Non solo sette nomination agli Oscar ma anche due riconoscimenti dal sindacato attori per Black Panther che ai SAG Awards (Screen Actors Guild Awards) ha vinto il premio per miglior stuntman e soprattutto quello per miglior cast. Dopo l’incredibile nomination a miglior film a discapito di altri titoli più attesi come, ad esempio, First Man, quest’altri due riconoscimenti confermano che la Marvel con Black Panther ha saputo uscire dal confino degli effetti speciali e a realizzare un potente film politico-drammatico ricco di riferimenti all’attualità. Un’operazione già tentata con il primo Iron Man con i suoi riferimenti alla guerra in Iraq e che ora ritrova con Black Panther la sua connotazione definitiva ponendolo al di là dell’essere un semplice film d’intrattenimento

Black Panther, ecco il perchè di tanto successo
immagine tratta da variety.com

Black Panther- oltre gli effetti speciali

Di solito il successo di un film Marvel viene sempre valutato per la carica di effetti speciali ma questa volta non è cosi perché Black Panther rappresenta qualcosa di più complesso un semplice intrattenimento ma una chiara riproposizione dell’identità culturale africana e afroamericana . Partiamo dal regno di Wakanda e la sua fascinosa rappresentazione che ripropone per la prima volta qualcosa di africano non condizionato dal modello sociale occidentale . Un mondo che va tutti costi difeso dallo scellerato colonialismo che vorrebbe sfruttare il vibranio, il minerale di cui è ricco .Black Panther alias il principe T’Challa sarà dunque diviso tra le decisione di mantenere il Wakanda segreto o di renderlo noto ed aprisi al mondo occidentale. Proprio quest’ultimo diviene dunque il simbolo dell’identità afroamericana e africana con il loro bisogno d’integrazione. il villain è il cugino Killmonger che rappresenta il latoro oscuro e rabbioso del movimento nero. Uno dei cattivi più belli di sempre , che a differenza del principe T’Challa ha vissuto la discriminazione dell’uomo bianco nel mondo occidentale al quale, per questo, si vuole chiudere. il film dunque riesce a riproporre sapientemente, attraverso la lotta tra i due cugini, quel complesso mondo dei contrasti interni delle cultura afroamericana che generano lotte tra gang e l’identificazione pericolosa con la violenza di strada per gli afro americani dei quartieri più poveri. Una visione fortemente politica che ripropone il tema delle minoranze afroamericane tornato alla ribalta con la presidenza Trump appoggiata dal Ku Klux Klan

Black Panther- il perché del successo

In definitiva si può dire dunque che Black Panther ha conquistato anche quella Hollywood che tanto snobbava i cinecomics perché va al di là del semplice intrattenimento agganciandosi in maniera forte a tematiche del nostro presente rappresentando un unicum nella cinematografia Marvel

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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