Il blitz è scattato intorno alle undici di ieri mattina, nel corso del giorno conclusivo della COP29. Più di cento attivisti di Extinction Rebellion hanno scaricato con un camion cinque quintali di letame davanti all’ingresso del Ministero dell’Interno, per poi occupare il piazzale del Viminale con delle tende e degli striscioni che riportavano la scritta «L’unica sicurezza è questo clima di merda».
Gli agenti della polizia di Stato sono intervenuti per smantellare le tende e accompagnare i protestanti in commissariato per essere identificati. Alcune persone sono state fermate e portate via mentre si stavano arrampicando su degli alberi adiacenti all’edificio per esporre uno striscione. Nel frattempo, le squadre speciali Ama si sono adoperate per ristabilire il decoro in piazza del Viminale, ripulendola.
Letame davanti al Viminale: un clima preoccupante
Le centosei persone coinvolte nell’iniziativa di Extinction Rebellion sono state identificate.Tra le città di provenienza Torino, Venezia, Verona, Pavia, Brescia, Milano, Treviso e Modena. Nei confronti di trentatré di loro è stata disposta la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio da tre mesi a sei anni, la cui durata è proporzionata ai rispettivi precedenti. Al termine delle operazioni, tutti hanno lasciato gli uffici della polizia.
A causare la protesta sono state le politiche per la salvaguardia dell’ambiente da parte del Governo, giudicate anti climatiche e insufficienti. «Sono estremamente preoccupata per la situazione climatica che stiamo vivendo», ha affermato una delle attivista, «Vediamo un governo che è più interessato ad emanare decreti per aumentare la sicurezza, ma di quale sicurezza stiamo parlando?».
Federica Checchia
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