27 anni e tre mesi di carcere è la condanna stabilita dalla Corte Suprema del Brasile nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, giudicato colpevole di tentato golpe e altri quattro reati: criminalità organizzata, abolizione violenta dello Stato di diritto, danneggiamento aggravato e deterioramento del patrimonio storico.

A proporre l’entità della pena è stato il giudice relatore del caso, Alexandre de Moraes. “La gravità e l’intensità della colpevolezza, dei motivi, delle circostanze e delle conseguenze del reato sono ampiamente sfavorevoli all’imputato Jair Messias Bolsonaro”, ha detto de Moraes durante la votazione sulla determinazione della pena. Secondo Moraes, l’ex presidente “ha strumentalizzato l’apparato statale e mobilitato agenti e risorse pubbliche con l’intento di diffondere false narrazioni per provocare instabilità sociale e perpetuarsi al potere”.

L’ex capo di Stato, 70 anni, è ai domiciliari a Brasilia. Con quattro voti favorevoli e uno contrario, i giudici della prima sezione hanno scritto una pagina senza precedenti: Bolsonaro diventa il primo ex presidente brasiliano condannato per colpo di Stato.

L’ex presidente potrebbe finire nel carcere di massima sicurezza di Papuda a Brasilia, lo stesso dove, dal 2007 al 2011, fu detenuto anche l’ex terrorista Cesare Battisti. Inizialmente si era ipotizzato che Bolsonaro avrebbe potuto scontare la pena in un’unità dell’esercito (l’ex capo dello Stato è un militare di riserva) o in una cella del quartier generale della polizia federale. Ma la Corte, a quanto pare, avrebbe già deciso per Papuda, dove spedirebbe anche gli altri condannati, cioè tre generali, un ammiraglio, un tenente colonnello e due civili.