Le volpi di Bolzano perdono la partita con i polacchi del Tychy e mettono a repentaglio una qualificazione che sa di storia

Parlavamo ultimamente dell’impresa che i bolzanini stavano compiendo sotto il cielo stellato dell’Europa che conta, quello della Champions League. Dopo la doppia impresa contro l’Helsinki e il big match con lo Skelleftea i biancoarancioni più seguiti d’Italia avevano la possibilità di ipotecare la qualificazione storica per Bolzano, nonché per un’italiana, lontano da casa, in Polonia, ma con una vicinanza di cuori e menti che si erano collegati in tutta la penisola per sostenere una ormai vecchia conoscenza del campionato italiano. Allontanati i rancori gli italiani dunque stavano lì, ad unire le forze in un chakra potente, ma non abbastanza da arrivare nelle fredde lande polacche. Ecco allora che i bolzanini perdono in un match giocato fino all’ultimo con resilienza e cuore, lontano da casa, ma senza mai passare in vantaggio, come era auspicabile. I polacchi conquistano i primi punti della loro storia europea di questa stagione e riaprono le strade per la qualificazione dell’Helsinki

LA CRONACA

I padroni di casa mettono subito in difficoltà gli italiani andando inaspettatamente in vantaggio dopo soli 6 minuti di gara. Bernard prende per mano i suoi, però, e mette a segno il goal dell’1-1. Le due compagini si danno a una lotta sfrenata senza omissioni di colpi. I minuti finali della prima frazione di gara sono bollenti poi, con Cichy che firma il secondo vantaggio polacco e con Insam che pareggia nuovamente. Si va a riposo dunque sul 2-2. Klimenko segna il 3-2 all’inizio del secondo periodo, ma i bolzanini pareggiano nel finale. Il terz periodo è la catarsi degli italiani che subiscono prima la doppietta personale ci Chichy, valida per il 4-3, e poi la rete che chiude le danze, quella del 5-3, nei minuti finali firmata da Jeziorsky a porta vuota. Si attende ora solo il ritorno di martedì prossimo, quando il Tychy verrà ospitato da un Palaonda stracolmo al grido di “Forza Bolzano!.

 

 

ANDREA CANDELARESI