Bomba di Via Nizza disinnescata: Torino si riattiva

L’operazione di messa in sicurezza della bomba è terminata alle 14. Poco dopo i residenti delle zone evacuate hanno iniziato il rientro a casa.

La paura ormai è alle spalle. Il segnale della sindaca Appendino, diffuso in tutta la città alle 14, ha stemperato il clima di tensione accumulato nelle ultime 48 ore. La bomba ritrovata in Via Nizza venerdì 22 ottobre è stata messa in sicurezza ed è in viaggio per la sua destinazione finale. A Ciriè, cittadina non distante dall’aeroporto di Caselle, l’ordigno risalente alla seconda guerra mondiale verrà fatta esplodere. Saranno gli artificieri del 32° Reggimento Reggimento Genio della Brigata Alpina Taurinense a occuparsene, dopo aver disinnescato e trasportato la bomba.

L’ordigno e la scoperta

Durante la seconda guerra mondiale gli Alleati avevano effettuato numerosi e pesanti bombardamenti su Torino, che era uno dei poli industriali di riferimento per i veicoli e le macchine militari per l’Italia. In particolare il Lingotto, per decenni lo storico stabilimento della Fiat, è stato il bersaglio più colpito, ed era forse l’obiettivo della stessa bomba oggi rimossa. Proprio l’intensità dei bombardamenti e i successivi danni al terreno ed agli edifici hanno fatto sì che numerosi ordigni inesplosi non venissero rimossi per decenni. La bomba di Via Nizza è dunque solo l’ultima di una lunga lista.

I bombardamenti su Torino (Istituto Luce Cinecittà)

L’operazione

Oggi è stato il giorno dell’operazione più delicata: la messa in sicurezza dell’arma e il suo trasporto. Alle 7 è iniziata l’evacuazione della zona rossa (all’incirca tutte le abitazioni nel raggio di 1 km dalla bomba), e due ore dopo il disinnesco. Gli artificieri si sono concentrati sulle due spolette in grado di innescare l’esplosione, entrambe danneggiate. Alla prima hanno applicato una speciale schiuma poliuretanica, mentre la seconda è stata tagliata tramite un getto d’acqua e sabbia ad altissima pressione. Una volta terminata la prima fase (per la quale è stato impiegato un robot comandato a distanza), gli artificieri hanno trasportato i 200 chili (di cui 65 di tritolo) della bomba su un camion diretto a Cirié, dove una cava accoglierà l’esplosione controllata.
L’operazione è durata meno del previsto, e così alle 14 è stato diffuso il segnale del cessato pericolo, e gradualmente hanno ripreso servizio i mezzi pubblici (treni, tram, bus e aerei) e le persone sono ritornate a casa.

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