Bomber a 36 anni, la favola di Quagliarella

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Di Redazione Metropolitan

Contro ogni pronostico, a ormai 36 anni, Fabio Quagliarella indovina la stagione della vita e si laurea capocannoniere della serie A. Mai in carriera l’attaccante campano aveva segnato con tale frequenza.

TALENTO E UMILTA’

Tutti si aspettavano Cristiano Ronaldo; Edin Dzeko, Mauro Icardi, Ciro Immobile o il Gonzalo Higuain rossonero potevano rappresentare la prima alternativa per il ruolo di capocannoniere. Qualche audace avrà scommesso perfino sul colombiano Duvan Zapata, autore di una stagione da urlo con l’Atalanta di Gasperini. Poi c’era anche il “gallo” Belotti, reduce da una stagione di alti e bassi. Probabilmente nessuno, però, avrebbe scommesso un solo euro su Fabio Quagliarella. Alla soglia dei 36 anni, l’attaccante originario di Castellammare di Stabia poteva vantare una carriera di tutto rispetto, impreziosita dall’esperienza col suo Napoli e dai titoli con la Juventus.

Una grande stagione per Quagliarella, che ha visto riaprirsi le porte della Nazionale di Roberto Mancini, con tanto di doppietta al Liechtenstein.
Credits: Spaziocalcio.it

Mai, tuttavia, in carriera, il centravanti campano aveva segnato tanto. Eccezion fatta per le 19 reti dello scorso campionato, Quagliarella non aveva mai toccato neanche le 15 marcature stagionali. Questione soprattutto di caratteristiche, visto che nel pieno della sua carriera è stato impiegato quasi prettamente da seconda punta o, addirittura, da esterno di attacco. Punta di movimento, abile nello svariare e dotato di una tecnica importante, Quagliarella si è fatto spesso apprezzare per le reti bellissime messe a segno.

IL RISCATTO

Cresciuto nel settore giovanile del Torino, è proprio in maglia granata che Fabio Quagliarella fa il suo esordio in serie A, collezionando 5 presenze tra il 1999 e 2002. Dopo un pellegrinaggio di 4 anni nelle categorie inferiori, in cui mette insieme esperienza e gol, nella stagione 2005-2006 Quagliarella ha la sua prima vera chance nella massima serie. E’ l’Ascoli di Marco Giampaolo, neopromossa in A, a dargli l’opportunità. Pur segnando col contagocce (3 reti), il Quaglia si metterà in mostra con le sue prestazioni, tanto da attirare l’attenzione della Sampdoria. Ottima la stagione in blu-cerchiato, con ben 13 gol e passaggio all‘Udinese, con il quale si ripete per ben due campionati. Le ottime prestazioni individuali, che ormai gli valgono anche l’esordio in Nazionale, non passano inosservate e Quagliarella nel 2009-2010 corona il suo grande sogno: vestire la maglia della sua squadra del cuore, il Napoli. Sotto gli ordini di Donadoni prima e di Mazzarri poi, l’attaccante campano si conferma ancora a livelli importanti con 11 gol.

Fabio Quagliarella con la maglia del Napoli, la sua squadra del cuore.
Credits: foto dal web

Ma l’idillio non dura che una stagione, perchè abbastanza misteriosamente il giocatore chiederà la cessione alla Juventus, finendo per essere contestato e odiato dalla sua gente. Solo anni dopo Quagliarella, in lacrime alla trasmissione “Le Iene” su Italia 1, rivelerà l’agghiacciante verità. Una storia triste, che lo vede coinvolto in un caso di stalkeraggio da parte di un poliziotto che si fingeva suo amico. Messo alle strette, stremato, ricattato, Quagliarella fu costretto ad abbandonare Napoli. A Torino passerà ben 4 stagioni, vivendo gioie alterne ma riuscendo a conquistare i primi titoli nell’era Conte. Terminata l’avventura bianconera, Quagliarella resta sotto la Mole ma cambia casacca, tornando al primo amore: il Torino. Due campionati (bene il primo, meno il secondo) in maglia granata prima di un altro ritorno, quello alla Sampdoria. Come il buon vino, gli anni passano ma Quagliarella con grande intelligenza e senso tattico, avvicina la sua posizione alla porta avversaria. Affina le doti da bomber, iniziando a fare anche quei gol sporchi che prima non realizzava. Improvvisamente i suoi dati statistici si impennano, fino all’esaltante campionato 2018-2019.

CHE COMPLETEZZA!

Gol di ogni genere: di rapina, in acrobazia, da fuori area, di testa, su rigore. Segno evidente di un bagaglio tecnico davvero importante e di una completezza raggiunta nel corso degli anni. Qualcuno lo ha, con molta poca generosità, soprannominato “Rigorella” per i 9 tiri dal dischetto realizzati. Ne restano comunque ben 17 fatti su azione, che, pur volendo togliere i gol su rigore, lo pongono comunque sopra a Cristiano Ronaldo nella classifica dei marcatori. Fabio Quagliarella ha trascinato la sua Samp, squadra che ha disputato un campionato di alti e bassi ma che ha trovato nel suo bomber il vero riferimento. Tante le reti spettacolari ma è lo stesso centravanti a indicare quella a suo avviso più bella.

La sequenza del fantastico gol di tacco di Quagliarella al “suo” Napoli.
Credits: foto dal web

E’ il 2 Settembre del 2018 e il campionato è appena iniziato quando la Samp ospita il suo Napoli. Gara da brividi per uno che quella maglia ce l’ha sulla pelle e quei colori li porta nel cuore. Sono anche le prime sfide da quando Quagliarella ha svelato i reali motivi del suo addio e che gli hanno permesso di riconquistare l’amore della sua gente. Il Napoli di Ancelotti inizia il campionato con ambizione: logico pensare che scenda in campo, a Genova, col solo obiettivo dei 3 punti. In realtà le cose andranno diversamente e la Samp giocherà una gara perfetta, vincendo per 3-0. Il terzo gol porta la firma di Quagliarella ed è un vero e proprio gioiello: un colpo di tacco volante, che ricorda molto quello di Amantino Mancini in un famoso derby tra Roma e Lazio. La palla, impattata all’altezza del primo palo, si insacca dalla parte opposta, rendendo vano il volo di Ospina.

Ma le reti memorabili della grande stagione di Quagliarella non finiscono qui. Qualche settimana dopo, nel mese di Ottobre, la Samp è in scena a San Siro contro il Milan. I rossoneri vinceranno per 3-2 in rimonta ma nel corso del primo tempo gli applausi se li prende tutti il centravanti della Samp, che infila in rete con un tiro al volo di sinistro su un difficilissimo pallone che gli arrivava alle spalle. A Dicembre è la volta del Chievo e di un altro colpo di tacco, che stavolta uccella Sorrentino: è evidentemente un marchio di fabbrica della casa! Infine la perla alla Spal, che giunge a Marzo: qui il Quaglia ripristina una delle sue doti migliori in gioventù, ossia l’acrobazia. La sforbiciata con la quale batte Viviano è da applausi. Gli ennesimi di una stagione fantastica che lo hanno portato, addirittura, a vestire di nuovo la maglia della Nazionale, con tanto di doppietta al Liechtenstein.

I SUOI RIVALI

Al secondo posto, nella classifica dei cannonieri, si è piazzato il colombiano dell‘Atalanta, Duvan Zapata. Curiosamente, l’ex Napoli era il suo partner di attacco nello scorso campionato alla Sampdoria. Indicato da molti come possibile rivelazione, sotto gli ordini di Gasperini, Zapata si è letteralmente esaltato. Dopo un avvio lento, con un comprensibile adattamento al tipo di calcio particolare voluto dal nuovo tecnico, Duvan ha iniziato a segnare a raffica, chiudendo a ben 23 gol, senza l’ausilio di alcun calcio di rigore. Altra rivelazione anche in terza piazza, dove è presente Kris Piatek, centravanti polacco che si è diviso tra Genoa e Milan. In estate si era fatto apprezzare per 4 gol in una partita di Coppa Italia, poi è iniziato il campionato e non si è fermato più. Il pistolero ha colpito ripetutamente con la maglia del Genoa, diventando vero uomo mercato a Gennaio e finendo al Milan. Dopo un avviso strepitoso in rossonero, Piatek ha sofferto nel finale il calo della squadra, abbassando una media realizzativa impressionante.

Ex partner di attacco di Quagliarella, Duvan Zapata è stato il suo più grande rivale per il trono di capocannoniere della serie A.
Credits: AreaNapoli.it

Il più atteso di tutti, Cristiano Ronaldo, si è invece piazzato in quarta posizione. Il fuoriclasse portoghese, tuttavia, si è accontentato del titolo di “miglior giocatore della serie A”, con annesse polemiche. Giunto in pompa magna dal Real, Cristiano Ronaldo è risultato spesso decisivo in fase realizzativa ma ha scoperto sulla sua pelle le maggiori difficoltà del campionato italiano, rispetto a quello spagnolo. Alla fine, con l’aiuto di 5 calci di rigore, il portoghese ha chiuso a 21 gol la sua prima stagione in serie A. Al quinto posto un gradito ritorno, dopo tanti infortunio: quello del polacco del Napoli Milik. Dopo due anni di quasi inattività per i noti problemi al ginocchio, l’ex Ajax ha infilato 17 gol nonostante il turn over di Ancelotti, che lo ha spesso alternato a Mertens (a sua volta autore di 16 gol).

Sono 21 le reti di Cristiano Ronaldo nel suo primo campionato italiano con la maglia della Juventus.
Credits: Getty Images

Tra le sorprese troviamo Leonardo Pavoletti, con ben 16 reti (quasi tutte di testa). Stesso bottino anche per Caputo dell’Empoli, che curiosamente è anche l’unico giocatore di movimento dell’intera serie A ad aver giocato tutti i minuti. Anche Petagna si è fermato a 16, andando incontro alla miglior stagione della sua carriera. In chiaroscuro, invece, il campionato di Belotti e Immobile: se il Gallo ha comunque migliorato il rendimento rispetto al deludente torneo scorso, Ciro non ha confermato quanto di incredibile fatto nel 2017-2018: i 15 gol realizzati da entrambi rimangono un buon bottino. Le delusioni sono sostanzialmente tre: Higuain è sembrato un centravanti sul viale del tramonto, non giustificando mai l’investimento fatto su di lui dal Milan e finendo per essere ceduto al Chelsea (via Juve) a Gennaio dopo pochi gol e tante insufficienze. Mauro Icardi ha fatto parlare di sè più per le polemiche con l’ambiente che per le reti mentre Edin Dzeko ha pagato la stagione molto deludente della Roma. Il bosniaco, trascinatore in passato dei giallorossi, è sembrato solo e immalinconito, fermandosi a 9 gol che con ogni probabilità chiuderanno la sua avventura capitolina.

QUALE FUTURO PER IL QUAGLIA?

Se fino a qualche giorno fa una sua riconferma alla Sampdoria sembrava scontata, nelle ultime ore qualcosa è cambiato. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha infatti aperto le porte per un clamoroso ritorno di Quagliarella. Dopo il bruttissimo incubo vissuto a Napoli, che lo portò all’addio, Quagliarella sarebbe entusiasta di vestire nuovamente la maglia della sua squadra. Con Ancelotti potrebbe anche accontentarsi del ruolo di bomber di scorta ma si godrebbe l’amore della propria gente. Intanto il CT Roberto Mancini lo ha nuovamente incluso nella lista dei convocati per gli impegni di qualificazione agli Europei contro Grecia e Bosnia. Insomma, il sogno di Quagliarella sembra davvero non voler finire!