BoP F1: arrivano le limitazioni per i vincitori

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Di Redazione Metropolitan

Dopo un mese di trattativa la Federazione ha deciso come gestire lo sviluppo delle monoposto nei prossimi anni. Oltre al budget cap fissato a 145 milioni – con l’obbiettivo di raggiungere i 135 milioni entro due anni – in F1 arriva anche il BoP, regola famosa in altre categorie, fra tutte il WEC.

BoP F1 – Cos’è?

Il Balance of Performance è un meccanismo che consente di eguagliare le prestazioni delle vetture, fra di loro molto differenti, famosissimo nelle categorie GT. Nel caso delle corse Turismo agisce sul peso, sulla potenza del motore e sul serbatoio, bilanciando le prestazioni in gara delle vetture. I risultati non sono sempre equi per tutti i team in pista, ma permettono ad auto leggermente datate di competere con le nuove prodotte dalle stesse case automobilistiche.

BoP F1
Carlos Sainz e Charles Leclerc in pista durante il GP di Baku 2019 – Photo Credit: F1.com

BoP F1 – Come agirà in Formula 1?

Nel caso specifico della Formula 1 non può agire direttamente sulla vettura poiché la Formula 1 ha concetti molto più estremizzati delle GT ed anche un solo chilo di troppo cambierebbe tutto. Basti pensare al fatto che i team non verniciano la parte bassa del telaio per evitare di renderla troppo pesante, oppure all’idea di Red Bull e Ferrari di usare una vernice opaca, essendo essa più leggera.

Per questo motivo la penalizzazione per i team più prestazionali non verrà applicata in pista, ma durante lo sviluppo. A partire dal 2021 verrà stabilito un tempo massimo da dedicare allo sviluppo dell’aerodinamica della vettura della prossima stagione. Partendo da quella base di ore, ogni team potrà usarne una porzione in funzione della sua posizione in classifica alla fine della stagione precedente.

Prendendo come campione la stagione 2019, la Mercedes, avendo vinto il Campionato, avrà a disposizione il 90% del tempo. Progredendo a ritroso ogni team potrà usufruire del 2,5% in più rispetto a quello precedente. Di conseguenza la Ferrari userà il 92,5%, la Renault, essendo arrivata quinta, il 100% e la Williams, in ultima posizione l’anno scorso, il 112,5%.

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