Cinema

Braveheart, l’uomo che osò sfidare il suo re per la libertà

Stasera in tv su su Rai4 verrà riproposto il primo grande kolossal di Mel Gibson. Stiamo parlando di “BraveheartCuore impavido”, la storia romanzata dell’eroe patriota scozzese William Wallace, interpreato dallo stesso Gibson. È la seconda prova alla regia del famoso attore americano dopo “L’uomo senza volto”. Una prova per cui ottenne un Golden Globe ed Un Oscar alla regia e come miglior film.

Braveheart, la lotta di un uomo che diviene quella di una popolo

Passione, amore, coraggio e guerra si susseguono senza sosta su questo film che tiene incollati allo schermo dall’inizio alla fine. Un lungometraggio che. nonostante le imponenti scene di battaglia, non ha richiesto l’ausilio di grandi effetti speciali e può essere per questo considerato uno degli ultimi kolossal classici. Un film così ben riuscito che, secondo alcuni, causò il risveglio identitario del popolo scozzese che culminò nel referendum sulla devoluzione del 1997 e il ripristino del parlamento scozzese del 1998. “Braveheart” è diventato un cult del genere, tanto da essere citato più volte nell’ultima stagione della serie tv “Spartacus”, nel momento dello scontro finale tra l’esercito del trace e i romani.

Una scena di Braveheart

Le inesattezze storiche del film


Il film venne molto criticato dagli storici a causa di varie inesattezze. Ad esempio gli scozzesi, nonostante l’ambientazione medievale, vestono il kilt che fu inventato solo nel 700’ e la battaglia di Stirling Bridge non è stata girata su un ponte dove è realmente avvenuta. Tutte queste e altre inesattezze sono state giustificate dagli autori con la volontà di realizzare un film spettacolare che non voleva essere certamente un documentario storico.

Una scena di Braveheart

Alcune curiosità sul film


“Braveheart” è stato girato quasi interamente in Irlanda nel 1994. Per realizzare le imponenti scene di battaglia sono stati ingaggiati 3 mila militari irlandesi che vestivano i panni dell’uno o l’altro schieramento. Per girare le scene di battaglia ci sono volute settimane ma, nonostante i massacri rappresentati, non ci sono stati feriti i ne uccisioni di animali. Altri giorni di produzione furono poi aggiunti perché le location scelte erano molto piovose e si poteva perciò girare in poche ore. Il costo complessivo del film fu 72 milioni di dollari a fronte dei 210 milioni incassati in tutto il mondo.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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