Dopo aver salutato Oddo e aver abbracciato Roberto Breda, il Pescara va ad Ascoli e vince. Nella notte delle prime volte, è il Delfino ad avere la meglio con un netto 0-2 che riporta positività nell’aria.
Un prepartita nel segno della nostalgia
Quella giocata venerdì scorso è stata una partita dal sapore particolare sulle panchine di Ascoli e Pescara. Infatti, le due compagini venivano guidate per la prima volta da due nuovi protagonisti subentranti: Delio Rossi e Roberto Breda.
I due hanno condiviso tanto insieme durante la loro carriera. Un rapporto di amicizia, nato a Salerno quando uno era allenatore e l’altro giocatore e capitano dei granata. Addirittura, nella conferenza prepartita, Breda ha dichiarato: “Se faccio questo mestiere, è anche merito di Delio Rossi. Da giocatore mi ha fatto capire l’importanza di questo ruolo e come bisogna interpretarlo. A lui devo molto, lo ritrovo molto volentieri.”
In tutta risposta, l’esperto allenatore ha dichiarato: “Roberto è stato un mio giocatore e devo dire che non tutti i giocatori sono uguali. Quando ce li hai come dipendenti, la loro carriera dipende da te e la tua dipende da loro. Ho avuto modo di apprezzare anche la persona quando non è stato più mio giocatore. Era un calciatore intelligente, ora sarà senz’altro un tecnico intelligente. Mi fa piacere se parla bene di me, lo ringrazio di questo.”
L’allievo Breda batte il maestro
Il derby dell’Adriatico, in ogni caso, è terminato con un netto 0-2 per il Pescara. Il Delfino ha sfoggiato una prestazione di carattere, da squadra come ha dichiarato capitan Galano al termine del match.
Si è notata subito la mano di Breda, con un gioco più verticale, meno impostato sul possesso palla, punto sul quale Oddo si focalizzava. Inoltre, il pressing alto e a tutto campo unito a contropiedi veloci si sono rivelate ottime armi per i biancazzurri. Un’altra nota positiva è quella che ha visto come marcatori entrambi gli attaccanti del Delfino, che in questo momento avevano proprio bisogno di fiducia.
Breda non ha operato grandi cambiamenti rispetto alle squadre schierate da Oddo. I ragazzi schierati nel modulo di gioco, pressappoco simile (dal 3-4-2-1 al 3-5-2), ha visto poche novità, ma fondamentali per il gioco di Breda. Dentro sin da subito un regista puro, Valdifiori e l’arretramento di Maistro a mezz’ala destra. D’altronde, come ha dichiarato il neo allenatore nel postpartita: “In pochi giorni non riesci a fare tutto e molte cose vanno scelte dai giocatori, quando è così tu tracci le linee che conoscono, e da qui io traccio le linee di cui loro hanno bisogno in mezzo al campo”.
Col Vicenza si cerca continuità
Nel frattempo, si avvicina un’altra gara dal sapore speciale, la sfida contro il Vicenza. Le tifoserie delle due compagini, infatti, sono protagonisti del gemellaggio più antico d’Italia, amicizia nata nella stagione 1977/78.
Sul campo, però, pochi convenevoli tra le due squadre che, invece, dovranno dar tutto per ottenere i tre punti. Se da una parte il Pescara non è stato capace, finora, di ottenere più di un risultato utile consecutivo, a Vicenza gira tutt’altra aria. I Lanerossi, infatti, vengono da un filotto di risultati utili che perdura da 5 partite, con quattro pareggi e una vittoria.
La partita non sarà di certo facile, ma finalmente, dopo diverse settimane sembra che a Pescara si inizi a vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Mister Breda sembra aver già dettato le linee guida di quello che sarà un percorso di redenzione per il Delfino che passerà per step. Uno di questi è rappresentato dalla partita con il Vicenza.
Carmine Rinaldi
Seguici su Facebook!





