Mancano una manciata di giorni alla ripresa della stagione NBA e le prime squadre hanno raggiunto ieri la “bolla” di Orlando. Tuttavia diversi giocatori hanno preferito non proseguire la stagione terminandola anzitempo e rifiutando il trasferimento a Disney World. I Brooklyn Nets sono sicuramente quelli più in difficoltà dato che dovranno rinunciare a ben 7 giocatori.

La luce (troppo) in fondo al tunnel

La stagione NBA nella “Grande Mela” è stata tutt’altro che indimenticabile. E non solo per i Knicks che da diversi anni vivono in un limbo che li condanna perennemente a combattere per una scelta alla Lottery, ma dei Brooklyn Nets. Dopo essere rinata dalle proprie ceneri, causate dalla disastrosa trade coi Celtics che impegnò il futuro della franchigia, quest’anno con l’acquisizione di Irving e Durant sembrava essere finalmente completato il processo che avrebbe reso i Nets una contender. Nonostante l’obiettivo dichiarato fosse la stagione 2020-2021, aspettando il rientro di KD, quella in corso può essere considerata un fallimento. Per i Nets era necessario capire su chi contare per il roster dei prossimi anni, ma tra infortuni e problematiche interne, tra cui il licenziamento di Atkinson, non è stato facile valutare il percorso compiuto fin qui. Inoltre Kyrie ha dimostrato un’altra volta qualche problema di leadership ma non solo. Brooklyn, infatti, ha dato l’impressione di giocar meglio in assenza di Uncle Drew.

Kyrie Irving e Kevin Durant entrambi out nella gara di regular season contro i Denver Nuggets dell’8 dicembre 2019 vinta dai Nets 105-102. I due non giocheranno nemmeno ad Orlando (photo credits: Mike Stobe/Getty Images)

L’incognita Orlando

Nonostante le difficoltà nel New Jersy si respira aria di playoff per il secondo anno consecutivo. I Nets attualmente hanno 6 vittorie in più dei Wizards, unica squadra a est convocata ad Orlando ma fuori dalle prime 8 posizioni. La qualificazione sarebbe già in tasca se non fosse che Brooklyn deve far fronte a ben 7 assenze: oltre agli infortunati Irving, Durant e Clexton, anche Chandler, Jordan, Dinwiddie e Prince hanno rinunciato rispettivamente in ordine cronologico con Tauren che ha ufficializzato la notizia nella notte. Mancanze parecchio pesanti dato che in questi nomi è presente il potenziale quintetto che sarebbe dovuto scendere in campo nei momenti decisivi della gara. C’è da dire che anche Washington dovrà fare a meno di due pedine fondamentali: Davis Bertans reduce dalla miglior stagione in carriera e soprattutto Bradley Beal il trascinatore con la “t” maiuscola dei Wizards.

Il futuro dei Brooklyn Nets

Come già detto il vero obiettivo è puntare all’anello 2021 o eventualmente a quelli successivi, ma resta un campionato da concludere e in questo momento Brooklyn ha a disposizione praticamente metà del roster. Il front office è già al lavoro e il primo nome comparso sui radar è quello di Amir Johnson. Il veterano ex-76ers sarà il backup di Jarret Allen. Nei giorni precedenti si è sondato il terreno per Demarcus Cousins, ma il lungo da Kentucky ha già annunciato che non firmerà con nessuna squadra fino al termine della stagione, molto probabilmente per via dell’accordo ufficioso che lo legherebbe ai Lakers per la prossima stagione, essendosi occupati della riabilitazione dall’infortunio. Un altro nome accostato ai newyorkesi è quelli di Shumpert che lo scorso hanno aveva giocato per un mese al Barclyse Center prima di essere tagliato. Insomma se l’esperienza a Orlando non comincia con buoni propositi, anche quelli per la prossima stagione non sono dei migliori. Innanzitutto bisogna trovare un allenatore dato che l’attuale Jacque Vaughn ha più le sembianze di un traghettatore“. Inoltre i movimenti di mercato da fare non sono irrilevanti e le incognite abbondano: tenere o cedere Dinwiddie? Può coesistere con Irving? Jordan e Allen non vengono limitati troppo l’uno dall’altro? Durant ritornerà quello di prima? Nessuno sa dare una risposta a questi quesiti e per scoprirlo non ci resta che aspettare e goderci la ripartenza della NBA.

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