Cultura

Bruce Springsteen |”Hello Sunshine”

E’ stata resa nota giorni fa la notizia che riguarda l’uscita del nuovo, 19° album in studio di Bruce Springsteen. A cinque anni di distanza dal precedente, non vedrà la consueta partecipazione della E-Street Band e si intitolerà “Western Stars”. Tredici brani in bella vista in tutti i negozi fisici e store digitali a partire dal prossimo 14 giugno (e in pre-order già dal 26 aprile).

La copertina del nuovo album di Bruce Springsteen (Fonte: Sentireascoltare.com)
La copertina del nuovo album di Bruce Springsteen (Fonte: Sentireascoltare.com)

Abbiamo ascoltato il primo singolo estratto dal nuovo lavoro: si chiama “Hello Sunshine”, è uscito venerdì scorso e ci offre già qualche indizio utile sulle direzioni prese dal cantautore del New Jersey in questa sua ultima fatica discografica. Ma facciamo un passo indietro, tornando al titolo dell’album.

“Western Stars”, dunque: ebbene, le ‘stelle dell’ovest’ cui il Boss si riferisce sono quelle della West Coast statunitense, per la precisione della California. L’immaginario torna indietro a un certo sound che si respirava e ascoltava da quelle parti tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni del decennio successivo.

In particolare pensiamo all’interpretazione magica di “Everybody’s Talkin’” di Fred Neil nella versione di Harry Nilsson (colonna sonora del film premio Oscar “Un uomo da Marciapiede”), ma anche alla produzione solista di Roy Orbison, Glen Campbell e Jimmy Webb. Un country pop orchestrale, di ampio respiro, contaminato di tanti elementi differenti per un quadro epico e classico al tempo stesso.

Springsteen stesso ha parlato di un “disco di ritorno alle mie registrazioni soliste con canzoni ispirate ai personaggi e agli arrangiamenti orchestrali cinematografici”. E veniamo al racconto della nuova canzone.

Un evocativo scatto del Boss del New Jersey (Fonte: Rollingstone.com)
Un evocativo scatto del Boss del New Jersey (Fonte: Rollingstone.com)

Hello Sunshine” è proprio ciò che promette: la strada e la speranza, sonorità da grandi aperti che tengono ancora vivida la fiamma della Grande Promessa Americana. Un ritorno alla fiducia e alla luce del sole (primavera metereologica ma sopratutto emotiva per Springsteen, che come sappiamo – ne ha scritto nella sua autobiografia – a lungo ha sofferto di depressione) che non può che far ben sperare. E cantare.

Nello spazio così accogliente del brano troviamo una chitarra acustica, il piano, la pelle del rullante scossa dolcemente dalle spazzole, una steel guitar e una cornice di archi a suggerire appunto un panorama musicale pacificante e al tempo stesso molto cinematografico, tanto che basta chiudere gli occhi per immaginare panorami e paesaggi sospesi nel tempo.

Ci sono alcuni dei temi classici di Springsteen, declinati nella forma migliore. Il suono è cristallino e la melodia non può non restare subito impressa nella memoria. La parte cantata risulta evocativa tanto quanto la musica. Ed era davvero da parecchio che un singolo brano del Boss non ci convinceva così, da oltre dieci anni. Perciò questo buon auspicio non potrà non trasmettersi anche a tutto il resto dell’album, che speriamo sinceramente composto della stessa polvere magica che percorre questa “Hello Sunshine”.

Se così dovesse essere, torneremo anche noi e con sincera gratitudine a celebrare il vero, autentico ritorno in piena forma di Bruce Springsteen.

Ariel Bertoldo

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