Musica

Bruno Mars, la popstar venuta da Marte

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Il cantante Bruno Mars - photo credits: web
Il cantante Bruno Mars – photo credits: web

Più volte designato come l’erede di Michael Jackson, Bruno Mars, al secolo Peter Gene Hernandez, classe 1985, è una delle più grandi popstar dell’ultimo decennio. Il cantante e produttore nato alle Hawaii, conquista il pubblico di tutto il mondo grazie alle sue canzoni orecchiabili e alle sue innate doti da performer. Da The Lazy Song a 24K Magic, ripercorriamo la carriera e la vita di Bruno Mars, cominciando dall’origine del suo pseudonimo.

Bruno Mars, enfant prodige … marziano

Peter Gene Hernandez nasce l’8 Ottobre del 1985 ad Honolulu, nelle Hawaii, da padre portoricano e madre filippina. Che nel suo destino ci sia il mondo dello spettacolo, è scritto già nel suo DNA. Entrambi i genitori hanno la passione per la musica: il padre è musicista e la madre è cantante, oltre che ballerina. Lo zio è un imitatore di Elvis Presley ed è lui che per primo convince il piccolo Peter a salire su un palco, all’età di appena tre anni, riconoscendone già il potenziale. Solo un anno più tardi, comincia ad esibirsi con la band di famiglia, The Love Notes.

Riconosciute le sue doti musicali, nel 1992 Peter Gene recita nel ruolo di un piccolo Elvis nel film Mi gioco la moglie … a Las Vegas, a soli sette anni. È proprio in tenera età che nasce l’idea del nome d’arte. Da piccolo Peter Gene è paffutello e il padre gli affibbia il soprannome “Bruno” perché gli ricorda un famoso wrestler del tempo dal viso tondo, Bruno Sammartino. “Mars” (Marte in inglese) arriva più tardi, quando Peter si sente poco attraente e le ragazzine a scuola lo trovano strano, come uno “fuori dal mondo”, venuto appunto da un altro pianeta. E in effetti Bruno Mars, enfant prodige che suona la chitarra ispirandosi a Jimi Hendrix è, sin da piccolo, fuori dall’ordinario.

Un piccolo Bruno Mars debutta sul grande schermo imitando Elvis in Mi gioco la moglie … a Las Vegas (1992)

Dalla strada ai primi successi come produttore

Quando Bruno Mars compie 12 anni, i suoi genitori si separano e inevitabilmente si scioglie anche la band di famiglia. L’artista, dopo il divorzio, va a vivere con il padre e il fratello, mentre le quattro sorelle restano con la madre. Inizia un periodo difficile: i tre non trovano fissa dimora, spesso dormono in macchina o al Paradise Zoo di Honolulu, dove il padre lavorava. Nonostante questa condizione precaria, Bruno Mars non si perde d’animo e ricorda senza rancori l’esperienza. A dargli forza sono l’essere comunque unito ai suoi cari e la capacità di restare focalizzato sulla ricerca di soluzioni.

Questa stessa filosofia Bruno Mars la collega poi alla musica, spiegando che questo vagabondare potrebbe in qualche modo averlo aiutato anche nella produzione musicale. Dopo il diploma, lo zio lo convince a trasferirsi a Los Angeles per inseguire il suo sogno di diventare cantante. Anche qui i primi tempi non sono semplici, ma, dopo mesi di frustrazione, Bruno Mars conosce il compositore Philip Lawrence. Dall’incontro nasce finalmente per il cantante l’opportunità di iniziare a farsi notare, dapprima come autore per altri artisti. Nel 2009, i due formano insieme i The Smeezingtons, team di produzione discografica statunitense che realizza brani di successo come Right Round (2009) per il rapper Flo Rida con Ke$ha, che raggiunge la vetta della classifica americana.

Videoclip ufficiale di Billionaire, Travie McCoy ft. Bruno Mars (2010)

2010: Doo-Wops & Hooligans, il primo album in studio

Ma è nel 2010 che Bruno Mars fa il suo vero e proprio debutto da cantante in un paio di featuring, di cui è anche co-autore e produttore. Accompagna B.o.B. nel singolo Nothin’ on You e Travie McCoy in Billionaire: entrambe le canzoni, altamente radiofoniche, diventano dei successi internazionali. Mentre continua a partecipare alla produzione di hit mondiali (come Fuck You di Cee Lo Green e Waving Flag di K’naan) e a scrivere brani per altri cantanti (Adam Levine, Sean Kingstone, Sugababes), l’11 Maggio del 2010 arriva finalmente per Bruno Mars il momento di pubblicare il suo primo album in studio.

Il titolo del disco è Doo-Wops & Hooligans e deriva dall’unione tra doo-wop, genere creato negli anni ’50 e trasmesso a Bruno dal padre, e Hooligan, che rappresenta il suo lato rock. L’album, prodotto dal team Smeezingtons, consacra immediatamente alla scena mondiale Bruno Mars. Tutte le 10 tracce sono potenziali successi, infatti vengono estratti ben 6 singoli, che diventano tra i più venduti dell’anno. Nel 2011, con oltre 8 milioni di vendite, Doo Wops & Hooligans è secondo solo a 21 di Adele. Debutta alla terza posizione della classifica Billboard 200 e diventa disco d’oro, di platino e di diamante.

Bruno Mars nel videoclip ufficiale di Just The Way You Are, primo singolo estratto dal primo album del cantante, “Doo-Wops & Hooligans” (2010)

Da The Lazy Song a 24K Magic

I brani di Doo Wops & Hooligans si dividono in due categorie che resteranno una costante nell’intera discografia di Bruno Mars. Da un lato, abbiamo dei motivi allegri e spensierati che parlano di amore e amicizia. Di questa prima tipologia fanno parte Just The Way You Are, Marry You (divenuto uno dei pezzi più suonati in occasioni di proposte di matrimonio e cerimonie nuziali) Count On Me e The Lazy Song (inno alla pigrizia accompagnato da un simpatico videoclip dove Mars e i suoi amici sono travestiti da scimmie). Dall’altra parte ci sono le ballate malinconiche sulle delusioni amorose: è il caso di Grenade o Talking To The Moon.

I generi di Doo Wops & Hooligans, sapientemente miscelati, sono tanti: dal pop al reggae, dall’hip hop all’R&B, più un evidente influenza della musica hawaiana. L’album è lodato e acclamato fortemente da critica e pubblico proprio per questa ricca varietà di generi e influenze musicali, riproposti in una veste nuova e contagiosa. La stessa formula decreta il successo anche dei due successivi dischi del cantante: Unorthodox Jukebox, uscito nel 2012, e 24K Magic, del 2016. Mars, anche al di fuori della discografia personale, si avvicina inoltre a nuovi territori e tematiche. Come il funk e la disco (Uptown Funk, insieme a Mark Ronson, Treasure) e la sessualità (Locked Out of Heaven, Versace on the Floor). Non mancano ancora le ballad, come l’autobiografica When I Was Your Man o la struggente It Will Rain, composta per la colonna sonora del quarto capitolo della saga di Twilight, nel 2011.

Bruno Mars nel videoclip ufficiale di 24K Magic, uno dei più grandi successi del suo ultimo album (2016)

“Sono solo il primo Bruno Mars”

“Voglio essere così tanto un miliardario, comprare tutte le cose che non ho mai avuto”. Così cantava Bruno Mars nel ritornello di Billionaire, quando iniziava a farsi conoscere al grande pubblico, dopo la gavetta come autore e produttore. E, quasi come per magia, nel giro di pochi mesi, ricchissimo e famosissimo lo sarebbe diventato per davvero. Bruno Mars ha avuto l’arguzia di saper scegliere bene le collaborazioni e le fonti d’ispirazione, entrando nel mondo della musica prima dal dietro le quinte, per “tastare il terreno”. Ma ha anche dimostrato di avere innegabili doti di artista a 360 gradi. Dopo il fortunato debutto, che lo rende una star internazionale ad appena 25 anni, Bruno Mars continua a raccogliere consensi, premi e riconoscimenti.

I suoi concerti sono dei veri e propri spettacoli in cui, insieme alla sua band, “The Hooligans“, mette in scena balli coreografici fortemente influenzati dagli anni ’80. Per timbro vocale, melodie, capacità d’intrattenimento, biografia ed evoluzione della tecnica musicale, la critica paragona da sempre Bruno Mars ad artisti quali Michael Jackson, Little Richard, Prince e Jason Mraz. Ma l’artista ha risposto così alla critica: “Non sono il secondo Michael Jackson o il secondo Prince, loro sono i miei idoli è vero ma io non voglio essere la copia di nessuno, sono solo il primo Bruno Mars”.

A cura di Valeria Salamone

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